Campania resta arancione, folla shopping e proteste

19 dic 2020

Tante persone in strada a Napoli per lo shopping natalizio. In zona arancione si può uscire per acquisti e le mascherine in gran parte ci sono, ma ci sono anche code davanti ai negozi. Chi mangia o beve davanti ai locali, che non sarebbe consentito, e controlli e multe che ci sono, ma evidentemente non bastano a contenere la folla. Mantenere il distanziamento risulta a volte difficile. Noi oltre a dire qualcosa, far distanziare la gente, non possiamo certo ogni due secondi, con le persone che abbiamo addosso, uscire, fare dire quindi un po' di buona volontà da parte di tutti ci vorrebbe. Nel pomeriggio arriva l'ordinanza del Presidente della regione Campania, non scatterà la zona gialla per quattro giorni, si resta in zona arancione. In più c'è il divieto di vendita di bevande alcoliche e non, eccetto l'acqua, a partire dalle 11 del mattino. Immediata la protesta dei ristoratori che si preparavano a riaprire. Circa 200 persone hanno bloccato il traffico sul lungomare. Noi chiediamo rispetto, e chiediamo che ci sia qualcuno che dica al signor de Luca che i ristoranti non si aprono con una chiave. Determinate dinamiche De Luca, sicuramente non le sa, non è il mestiere suo. Ma ci deve essere qualcuno che gli dice che per aprire un ristorante si devono chiamare fornitori si devono chiamare i dipendenti i dipendenti e i fornitori vanno pagati. Se noi noi chiamiamo 1000 euro, 2000 euro, chi anche 3000 euro di merce e la mettiamo a terra tra una settimana, la maggior parte di quella va buttata. Non è consentito neppure l'asporto del caffè, cioè oltre a una bottiglietta d'acqua non possiamo vendere più nulla. Quindi che cosa siamo aperti a fare?.

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