Canosa, scoperti autori 4 "lupare bianche"

17 nov 2021

Attirati in trappola uccisi, in alcuni casi dopo essere stati in ferocemente picchiati, quindi bruciati su grate di ferro con i resti abbandonati nei dirupi. E' la fine che la criminalità di Canosa avrebbe riservato a quattro ventenni svaniti nel nulla, tra il 2003 e il 2010, 4 casi di Lupara bianca in questo piccolo centro di appena 30000 abitanti ricostruite dalla Polizia e dalla DDA di Bari grazie, anche, alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e per i quali sono ora finiti in carcere 8 noti pregiudicati canosini. Si sarebbe trattato di regolamenti di conti interni alla mala locale, ma in un caso ci sarebbe anche il movente della vendetta passionale. La vittima di turno avrebbe osato corteggiare la ex di un rivale. E' la violenza, ad ogni modo a caratterizzare i quattro episodi, una violenza sconcertante anche per gli stessi investigatori. "Una modalità esecutiva che è abbastanza sconosciuta in altri territori della Puglia, e che invece caratterizza quel territorio lì e quindi ci deve fare interrogare sulle emergenze criminali, su livello come dire criminale della banda." Agli indagati, 10 in tutto, due a piede libero vengono anche contestate le minacce ad un di ufficiale di polizia giudiziaria del commissariato di Canosa, cui venne danneggiata l'auto crivellata di proiettili e l'estorsione ai danni dei giostrai gestori del Luna Park allestito in paese, indotti a pagare una tangente dopo l'esplosione di 53 colpi di Kalashnikov contro giostre e roulotte.

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