Da accesso a workshop passando per formazione e sostenibilità. 99 parole divise in 22 punti costituiscono il manifesto per il futuro del libro, l'eredità che Ivrea, Capitale del Libro 2022, lascia all'Italia da questa sua esperienza. "Il manifesto è la sintesi di tutto quello che è stato fatto, è un impegno che ci siamo presi nel dossier di presentazione, era il punto focale ed è tutto quello che si può fare da oggi in poi e quello che rimane è un punto di partenza con un grande lavoro che andrà fatto ovunque, come ha ricordato anche il Ministro, per riportare la lettura al centro del nostro mondo." Ivrea capitale del libro ha anche commissionato ad Ipsos una ricerca sulle abitudini di lettura degli italiani. 7 su 10 preferiscono ancora la carta agli ebook, il 37% degli intervistati si definisce un lettore appassionato ma se il 32% dichiara di leggere senza difficoltà, ben il 17% fatica a capire ciò che legge, percentuale che sale nelle fasce più giovani, fino ad arrivare al 30 nella forbice 25-34 anni. "Basta andare in metropolitana e laddove 30-40 anni fa si aveva un libro in mano, adesso vedo tante persone solo con lo smartphone in mano. Il mio motto è, meno smartphone in mano più libri, poi il libro lo si può consultare con tante modalità anche di natura digitale. Credo che questo sia un tema impegnativo di crescita civile che deve partire dalle famiglie, che devono abituare i giovani alla lettura e che poi incrocia la scuola. La scuola deve svolgere un ruolo fondamentale nel far leggere." Nel teatro Giacosa di Ivrea davanti ad una splendida Lettera 22, versione tricolore, il passaggio di consegne con Genova, Capitale del Libro 2023. "Il libro serve per mettere in chiaro a tutti qual è la rete culturale della città e attraverso il libro noi alziamo il livello culturale della città, influenzando i comportamenti dei cittadini e dei turisti, di quelli che fanno impresa, di tutti quelli che vivono nella realtà cittadina.".























