Caporalato, indagata moglie di prefetto Viminale

10 dic 2021

Non è solo l'ennesimo giro di caporalato, questa volta tra gli indagati dell'inchiesta della procura di Foggia sulla manodopera in nero reclutata tra gli immigrati della baraccopoli di Borgo Mezzanone c'è un nome che fa rumore. Rosalba Bisceglie Livrerio è la moglie del prefetto Michele di Bari, a capo del dipartimento per l'immigrazione del Ministero dell'Interno e ha appena ricevuto dal giudice, assieme alla notifica di iscrizione nel registro degli indagati, un provvedimento di obbligo di dimora ovvero il divieto di allontanarsi dal comune di residenza. La donna è socia di una azienda agricola che secondo gli inquirenti ha fatto ricorso a manodopera clandestina e sottopagata ed era consapevole, si legge nell'ordinanza, della condizione di sfruttamento dei lavoratori. Non solo, trattava direttamente con uno dei caporali. Il marito si è dimesso dal suo incarico al Viminale, assicurando l'estraneità della moglie ai fatti contestati. Custodia cautelare per cinque dei 16 indagati, due in carcere e tre ai domiciliari. Per tutti l'ipotesi di reato è intermediazione illecita è sfruttamento del lavoro. L'indagine riguarda il periodo tra luglio e ottobre 2020, l'accusa è di aver utilizzato in condizioni di sfruttamento decine di lavoratori africani approfittando dello stato di bisogno derivante dalle loro condizioni di vita precarie.

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