Caporalato, nel 2019 raddoppiate le denunce

20 nov 2019

Caporalato e lavoro nero sono un fenomeno costante in Italia, ma legge 199, entrata in vigore nel 2016 per colpire lo sfruttamento illecito del lavoro, ha permesso di rendere più efficaci i controlli. Oggi sono stati presentati i risultati di due anni di lavoro in coordinamento del Nucleo lavoro e del Nucleo tutela salute dei Carabinieri. I dati sono preoccupanti. Su 28 mila aziende controllate, 21 mila sono state le irregolarità, che tradotto in termini di persone significa oltre 96 mila lavoratori controllati, dei quali 15 mila irregolari e 16 mila in nero. Non è una novità purtroppo il fatto che il lavoro nero è più radicato nelle regioni del Sud d'Italia. “Per oltre il 50% riguarda le regioni meridionali”. Il caporalato poi fa storia a sé con numeri diversi. Nel 2018 sono stati oltre 1.400 i lavoratori vittime di questo tipo di sfruttamento, nei primi 10 mesi di quest'anno oltre 1.800. Le indagini dei Carabinieri nel biennio 2018-2019 complessivamente hanno portato a 598 denunce e 164 arresti. Vittime sono per lo più cittadini stranieri, ma anche italiani. “Gli italiani sono fra quelli più sfruttati, sebbene il primo posto appartenga a cittadini stranieri, credo di provenienza rumena se non ricordo male”. Se il 51% dei casi accertati di caporalato è tra i lavoratori agricoli, il terziario è il secondo settore interessato. “Uno pensa all'edilizia, ma invece il terziario ricopre una percentuale che sotto certi aspetti ha sorpreso anche noi”. Dura la condanna del Ministro della salute. “Ogni volta che il lavoro è nero, ogni volta che il lavoro è sfruttato in maniera impropria, ogni volta che ci sono casi di caporalato si sta violando l'articolo 1 della nostra Costituzione”.

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