Carabiniere ucciso, ancora discordanti le versioni su Finnegan Lee Elder

01 ago 2019

Si fa ancora più sfocato il ritratto di Finnegan Lee Elder, il reo confesso dell'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Continuano, infatti, discordanti le versioni dal fronte americano sull'identità del diciannovenne. E dopo le testimonianze degli ultimi giorni di alcuni conoscenti che lo hanno definito un violento e un piantagrane si fanno sentire anche le voci della difesa. In un'intervista la madre di Elder lo dipinge come un ragazzo riflessivo e cerca di spiegare l'atto violento del figlio con la paura. "Se ha agito contro qualcuno lo deve aver fatto perché terrorizzato" spiega la donna, che tenta di fare chiarezza anche sul tema della droga: "È vero che usava la marijuana" - dice - "ma la prendeva con la ricetta medica per alleviare il dolore di una menomazione fisica". A difendere l'assassino del Carabiniere anche alcuni conoscenti che lo descrivono come il tipico adolescente. Conosco Fin dal giorno in cui è nato, 19 anni fa, e non riesco ancora a credere che tutto ciò sia successo. Credo che ci siano molte circostanze di cui non siamo al corrente. Ho ancora molte domande. È sempre stato gentile con me e mi ha aiutata un paio di volte negli anni. Non sembra proprio da lui. Tra punti di domanda e stupori, intanto, continuano le indagini sul caso del Carabiniere ucciso. E se sono ancora da chiarire tutte le circostanze è chiaro però il reato, ammesso anche dallo stesso Elder: l'omicidio di un uomo con 11 coltellate.

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