Carabiniere ucciso, forse vendetta dopo una denuncia

13 apr 2019

Era una brava persona, un maresciallo che dava consigli quando uno faceva lite con un altro. Diceva “lascia, vattene a un’altra casa”. Io l’ho visto che faceva servizio, mi ha fermato pure qualche volta per il controllo della patente. Quando mi vedeva mi salutava lui, mi diceva “buonasera”. Cagnano Varano piange il suo maresciallo, ucciso a 46 anni non già dalla mafia garganica, ma dalla follia umana che in questo caso prende le sembianze di un pregiudicato sessantaquattrenne, Angelo Papantuono. Tutto succede nel giro di pochissimi secondi. Sono le nove del mattino e il maresciallo Vincenzo Di Gennaro si trova a transitare nell'auto di servizio, guidata da un collega, davanti alla piazza centrale del paese. Papantuono, forse richiamato dallo stesso maresciallo, si avvicina all'auto, estrae una pistola e spara più volte, uccidendo il povero Vincenzo Di Gennaro e ferendo lievemente l'altro carabiniere alla guida che, per sfuggire ai colpi, ingrana la marcia e percorre a tutta velocità 300 metri fino alla postazione del 118. In piazza nel frattempo una pattuglia della Polizia municipale riesce a bloccare l'assassino. Devo ringraziare anche il nostro corpo dei vigili urbani. I due agenti erano in servizio qui proprio sulla piazza che il sabato mattina è molto animata perché c'è il mercato della frutta e in quel momento ho visto i due carabinieri feriti. Sono accorsi e hanno bloccato purtroppo il criminale. Condotto in caserma Papantuono non spiega il folle gesto, che qualcuno ricollega a controlli e perquisizioni che il pregiudicato aveva maldigerito. Grande il dolore tra i colleghi del maresciallo ucciso che a breve si sarebbe dovuto sposare. Siamo veramente affranti da questo grosso lutto che colpisce un nostro militare, un nostro bravissimo maresciallo e che ha visto ferito un altro carabiniere che, per puro miracolo, non è rimasto anche lui sul posto. E struggente è il messaggio postato dall'Arma su Facebook. “Una vita umana vale il mondo intero. Arrivederci nel cielo, Vincenzo”.

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