Carabiniere ucciso, procuratore: aggressione contro lo Stato

15 apr 2019

L'autopsia sul corpo del Maresciallo dei Carabinieri, Vincenzo Di Gennaro, ucciso a 47 anni a Cagnano Varano, nel foggiano, dal pregiudicato Giuseppe Papantuono sarà eseguita nelle prossime ore. A poco servirà a chi gli ha voluto bene sapere se è stato il primo o l'ultimo colpo dell'intero caricatore che gli è stato scaricato addosso ad ucciderlo. I fatti dicono che è stato freddato mentre era in servizio da un uomo che aveva fermato per dei controlli due volte nell'ultimo periodo. Un uomo che aveva cocaina addosso la prima volta e un coltello la seconda e che era stato rilasciato promettendo "Ve la farò pagare". La dinamica dell'agguato è chiara. Il pregiudicato era in strada e ha chiamato i Carabinieri. Quando il militare ha abbassato il finestrino ha fatto fuoco. Ha ferito gravemente anche il collega di Di Gennaro, Pasquale Casertano, che è riuscito a guidare fino a raggiungere la Guardia Medica, ma per il Maresciallo non c'è stata speranza. A breve Di Gennaro sarebbe diventato il Comandante della Stazione e avrebbe sposato la sua compagna, Stefania Gualano, che lo ricorda come un bravissimo uomo, orgoglioso del suo lavoro, amante della divisa e sempre allegro. "Negli ultimi momenti" - ha raccontato - "giurano che sorridesse. Mi piace credere che stesse pensando a me". Un omicidio maturato, stando alle parole del Procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro, in un contesto di criminalità dilagante, dove il livello di violenza e aggressività raggiunto dovrebbe far riflettere tutti. "Troppo spesso davanti a controlli positivi e legittimi" - ha spiegato il Procuratore - "la reazione nei confronti dello Stato e delle Istituzioni è di armarsi e sparare". "Una situazione drammatica sotto il profilo culturale" ha spiegato il Magistrato. Intanto a Trinitapoli, nel barese, è stato ucciso un uomo che stava scontando i domiciliari e una pena all'ergastolo per un omicidio del 2004. Un episodio che gli investigatori legano alla faida fra i clan Gallone-Carbone e Miccoli-De Rosa, ma questa è un'altra storia.

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