Carabiniere ucciso, RIS indagano su tracce sangue in albergo

07 ago 2019

I Carabinieri tornano nella stanza 109 dell'Hotel Le Meridien di Roma. La stanza di Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjorth, i due ragazzi americani accusati dell'omicidio del Vice Brigadiere Mario Cerciello rega. Qui, nascosta in un controsoffitto, era già sta trovata la possibile arma del delitto, un coltello da 18 centimetri. Gli uomini del Ris lavorano ora sulle tracce ematiche esaminate anche per rilevare un'eventuale compatibilità con il gruppo sanguigno della vittima. Analisi che saranno inoltre effettuate su alcune impronte proprio nel controsoffitto, dove è stato rinvenuto il coltello. Gli inquirenti sono dunque alla ricerca dei dettagli che possano, una volta per tutte, fare chiarezza su quanto accaduto quella notte, alla ricerca di tracce particolari che possano, insomma, delineare con precisione la dinamica dell'omicidio del militare dell'Arma. I difensori dei diciannovenni chiedono infatti l'acquisizione dei video della zona dove Cerciello è stato aggredito ed ucciso, perché sostengono "con i filmati sarà fatta chiarezza su cosa sia accaduto durante l'incontro tra i ragazzi e i Carabinieri". Il legale italiano di Finnegan Lee Elder, reo confesso dell'omicidio, insieme a consulenti americani ingaggiati per la sua difesa sostengono che esistano troppe lacune nell'indagine ed insistono, quindi, su quella che definiscono come una ricostruzione frammentaria del delitto. In mancanza di una reiterazione della confessione di Finnegan di fronte al G.I.P. è azzardato dare per scontata la sua piena colpevolezza, perciò più volte ribadito in queste ore il team legale. Intanto l'arma dei Carabinieri, ringrazia per le tante testimonianze di vicinanza, arrivate dagli Stati Uniti ed è stata particolarmente apprezzata l'iniziativa dei colleghi della polizia californiana che con un commovente post su Facebook hanno voluto ricordare la scomparsa del Vice Brigadiere pubblicandone il primo piano in uniforme.

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