Carabinieri arrestati a Piacenza, gli atti dell'inchiesta

26 lug 2020

Caserma Levante di Piacenza. Lì dentro non c'è stato nulla di lecito. Così il procuratore capo Grazia Pradella, una zona franca, dunque, resa tale dall'omertà di chi ha visto e non ha voluto parlare e di chi non ha voluto vedere. Nella caserma Levante, dicono i PM, regnavano totale impunità e lo spregio del diritto. Diversi i reati contestati ai 10 Carabinieri, di cui 6 agli arresti. Traffico e spaccio, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, lesioni personali aggravate, peculato, abuso d'ufficio, falsità ideologica, perquisizioni, di ispezioni personali arbitrari, violenza privata aggravata e truffa ai danni dello Stato. Tutti gli arresti fatti dal gennaio 2020 sono minati da plurimi reati, dice la procura, arresti falsati, tramite gli informatori che altro non erano che complici della rete di spaccio gestita dai Carabinieri coinvolti, arresti macchiati dal sangue, gravi le violenze e i pestaggi, vergognoso, scrivono i magistrati, udire i lamenti e i colpi, tutto per accaparrarsi la droga. Altre foto mostro gli indagati sorridenti con il bottino del giorno o che ostentano banconote, poi ci sono i falsi certificati covid 19 e le orge organizzate in caserma con escort, le feste in giardino a dispetto del lockdown, l'ostentazione della ricchezza e il vanto della violenza. Insomma, stigmatizzano i PM, quella tracotanza e prepotenza propria di chi si sente svincolato da qualsiasi regola morale e giuridica pur vestendo una divisa.

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