Casa Manzoni, a mostra di Dostoevskij la figlia di Gagarin

06 ott 2021

"Delitto e Castigo", anzi no. Pochi sanno che la traduzione esatta del capolavoro di Dostoevskij in realtà è un'altra, "Delitto e Pena", un titolo che richiama l'opera di Cesare Beccaria, "Dei delitti e delle pene", che Caterina II di Russia e lo stesso Dostoevskij ammirano molto. E Beccaria era il nonno di Alessandro Manzoni. I due Grandi scrittori, Manzoni e Dostoevskij, non si incontrarono mai di persona, nonostante l'autore russo venne più volte in Italia e a Milano, 150 anni dopo si incontrano, idealmente, a Casa Manzoni per la mostra dedicata ai 200 anni dalla nascita di Dostoevskij. "Due esponenti di mondi molto lontani ma che hanno sicuramente, per la sensibilità di oggi, in questo mondo drammatico che vediamo, hanno sicuramente dei tratti che sarebbe opportuno lumeggiare, tratti in comune". A Casa Manzoni un parterre d'eccezione, in Italia, per il summit culturale Italia-Russia, 19 direttori dei principali musei russi, tra cui il vicedirettore dell'Ermitage di San Pietroburgo. "Italia e Russia hanno un futuro meraviglioso, grazie al lavoro di Ermitage Italia, con sede a Venezia, abbiamo potuto organizzare 134 mostre e portare dalla Russia in Italia tantissimi capolavori". Manzoni e Dostoevskij, due geni della letteratura dell'Ottocento, che hanno molte cose in comune, espressione di una cultura europea che unisce Italia e Russia. "I russi amano l'Italia, Putin ama l'Italia", assicura Elena Gagarina, direttrice del museo del Cremlino. "Ci vuole bene. Il museo è il miglior regalo che ci ha fatto. Putin è russo e quindi ama l'Italia e l'arte italiana." Un padre illustre, quello della direttrice del museo del Cremlino, Yuri Gagarin, il primo uomo a volare nello spazio. Le abbiamo chiesto qual è stata la sua più grande lezione di vita. "La sua lezione è stata che tutti devono avere il coraggio di perseguire i propri ideali. Tutti possiamo realizzare, se vogliono, i propri desideri e ognuno deve perseguire non solo quello che è importante per se stesso, che è piacevole per se stesso, ma ciò che è importante per l'umanità". Un invito alla solidarietà umana, un fil rouge che unisce l'astronauta russo a Manzoni e Dostoevskij, grandi esploratori dell'animo umano.

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