Case popolari a rom, talpa di Casapound in Comune

24 apr 2019

Basta! Non ne possiamo più! La voce circolava insistente durante le proteste di qualche settimana fa a Torre Maura, periferia est di Roma quando i residenti attorno a questa ex clinica privata avevano manifestato con toni molto accesi contro la decisione del Comune di allocare lì una serie di famiglie rom. Poi però era tornata a circolare a Casal Bruciato, altro quartiere della periferia est, qualche giorno dopo quando i residenti di questo palazzo popolare avevano impedito una famiglia montenegrina di prendere possesso di un appartamento al penultimo piano. In entrambi i casi le proteste erano state guidate da CasaPound e in entrambi i casi la voce diceva così: “C’è una talpa in Campidoglio che comunica al movimento di estrema destra nomi e nazionalità degli assegnatari di alloggi popolari, così da anticiparli con blitz alimentati ad arte”. Adesso la talpa potrebbe avere un volto quello di una maestra d'asilo dipendente comunale, che occupa una casa nel palazzo di via Napoleone III sull'Esquilino, dove da 15 anni proprio a CasaPound ha abusivamente installato il proprio quartier generale. La scoperta viene da un’indagine su quell'edificio della Corte dei Conti, affidata a Guardia di Finanza e Digos per verificare l'eventuale danno erariale derivante dall'occupazione. Ma ora le carte potrebbero arrivare in Procura per queste presunte rivelazioni circa l'assegnazione di case popolari, che vedrebbe in tal caso coinvolte anche qualche altra talpa, cioè qualche funzionario infedele del Comune che avrebbe fornito alla maestra i dati poi passati al movimento. Il capo di CasaPound, Davide Di Stefano, smentisce “È una fake news. Le proteste nascono spontaneamente dai cittadini”. Gli fa eco la maestra con una nota affidata ai militanti “Sono tutte cose assurde – dice - io esco per andare a scuola e basta. Sono tranquilla, tutto si risolverà. Non so nulla”.

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