Caso Coni, Malago': obbligato segnalare possibili violazioni

17 set 2019

L'invio della lettera ai massimi dirigenti del CIO sulla riforma dello sport e sui possibili effetti anti olimpici era all'interno di un quadro generale istituzionale obbligo preciso. Si difende a testa bassa il Presidente del Coni Giovanni Malagò, in un'intervista a Repubblica, dove dopo settimane di dure polemiche spiega la sua versione dei fatti. Malagò spiega il suo obbligo a segnalare al CIO ogni possibile violazione della Carta olimpica e così si legge in questa lettera aperta, il 30 luglio ecco una prima nota a Thomas Bach, il numero uno proprio del CIO, dove Malagò spiega che la riforma in discussione in Italia pone una serie di problemi. Poi alle accuse di aver indicato in una seconda lettera tutte le sanzioni possibili per Italia, Malagò replica "Io nella lettera dico le stesse identiche cose che avevo detto in Senato qualche giorno prima". Malagò ribadisce di aver scritto a Bach e anche a James McLeod, responsabile delle relazioni con i comitati olimpici nazionali perché genuinamente preoccupato e di essersi caricato un lavoro enorme sulle spalle per un anno e mezzo per portare in Italia le Olimpiadi. Ma il finale è per la stampa, "I giornali invece di concentrarsi su questi rischi si concentrano sulla mia segnalazione" dice, "non capendo che noi siamo vittime assolute e che se si va avanti così rischiamo di trovarci nelle condizioni di non poter rispettare gli impegni che ci siamo presi, vincendo la sfida per Milano-Cortina".

pubblicità