Caso Consip, il Riesame annulla l'arresto di Romeo

16 ago 2017

Alfredo Romeo, l’imprenditore casertano accusato di aver corrotto Marco Gasparri, funzionario della Consip, la centrale degli acquisti della Pubblica amministrazione, con 100.000 euro in cambio di notizie riservate e consigli per manipolare appalti per centinaia di milioni di euro, torna libero. Il tribunale del riesame di Roma (l’inchiesta partì da Napoli e fu, poi, assegnata per competenza territoriale alla Procura capitolina) ha annullato l’ordinanza della Procura napoletana a cinque mesi dall’arresto. Un mese trascorso in cella a San Vittore e quattro ai domiciliari, nella sua abitazione in un paesino del casertano. Per i giudici romani sono cessate le esigenze cautelari. Romeo resta indagato per corruzione, ma potrà difendersi da uomo libero nel processo che lo attende a partire dal prossimo 19 ottobre dinanzi al tribunale di Roma. Il suo collegio difensivo, con la scarcerazione, fa segnare un altro punto a suo favore dopo che la Cassazione, in altro provvedimento, sempre relativo a questa inchiesta, aveva espresso seri dubbi sull’esistenza di un presunto sistema corruttivo imbastito da Romeo per aggiudicarsi appalti. La battaglia giudiziaria, però, è solo all’inizio. Ricordiamo che, sempre nell’ambito dell’inchiesta Consip, in altri procedimenti, sono indagati dalla Procura di Roma per falso il capitano dei Carabinieri del NOE Giampaolo Scafarto, l’inquirente che con le sue indagini ha fatto arrestare Romeo e indagare tanti altri, e il PM, primo titolare delle indagini, Henry John Woodcock, accusato di violazione del segreto d’ufficio, in concorso con alcuni giornalisti.

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