Caso Csm, indagine trasferita da Roma a Brescia

10 mag 2021

Tornerà in Lombardia esattamente sul tavolo dei magistrati di Brescia competenti a indagare sulle toghe milanesi, il fascicolo aperto dalla Procura di Roma sulla rivelazione di segreto d'ufficio che vede indagato il PM Milanese Paolo Storari per aver consegnato a Milano nell'aprile 2020 i verbali di Amara sulla presunta loggia Ungheria all'allora consigliere del CSM Piercamillo Davigo, per autotutelarsi a suo dire, dall'inerzia della Procura di Milano. La decisione è stata presa al termine di una riunione di coordinamento avvenuta tra il procuratore di Roma e quello di Brescia, nella capitale resterà invece il filone di indagine che vede indagata per calunnia la ex segretaria di Davigo accusata di aver divulgato i verbali segreti di Amare a due quotidiani e a un altro componente del CSM. Il Tribunale del riesame di Roma ha respinto l'istanza della difesa della donna in cui si chiedeva il dissequestro degli atti trovati nella sua disponibilità, nel corso delle perquisizioni disposte nelle scorse settimane dalla procura capitolina. Nella vicenda ci sono altre due procure coinvolte, quella di Perugia che indaga sulla presunta loggia Ungheria e quella di Milano che indaga sul cosiddetto falso complotto Eni, nell'ambito del quale erano state raccolte le dichiarazioni di Amara. Su questo intreccio di storie e di procure pende anche il provvedimento disciplinare che il Procuratore Generale Giovanni Salvi ha già annunciato di aver avviato sui dissidi milanesi, oltre alla relazione del procuratore di Milano Francesco Greco che si difende dalle accuse di Storari, presto sulla sua scrivania arriveranno anche le osservazioni e le valutazioni sui comportamenti tenuti all'interno degli uffici milanesi del PG Francesca Nanni che in queste ore sta raccogliendo elementi e atti.

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