Caso Csm, Storari risponde ai magistrati romani

08 mag 2021

Mentre il PM milanese Paolo Storari risponde alle domande dei colleghi romani che lo hanno indagato per rivelazione di segreto d'ufficio, il suo capo Francesco Greco agli stessi magistrati di Piazzale Clodio ha consegnato la relazione depositata al Procuratore Generale di Milano Francesca Nanni in cui ricostruisce fatti e date sul caso dei verbali resi ai PM del suo ufficio da Piero Amara. Si sposta così in Procura a Roma la guerra distanza tra magistrati milanesi sulla gestione dell'inchiesta sulla presunta Loggia Ungheria, una difesa quella di Greco, parte offesa nell'indagine romana, in cui sostiene che non ci fu alcuna inerzia nelle indagini come invece lo accusa Storari che per autotutelarsi a suo dire, consegnò ad aprile 2020 quei verbali secretati a Piercamillo Davigo, allora consigliere del CSM. Nella sua relazione anzi il Procuratore Capo di Milano precisa che gli accertamenti sulle dichiarazioni di Amara vennero fatti con prudenza e cautela e che a danneggiare l'indagine fu al contrario proprio Storari, facendo uscire quei verbali segreti all'insaputa dei vertici dell'ufficio. Greco riferisce inoltre che dopo l'apertura del fascicolo a maggio 2020 per associazione segreta, in cui erano state indagate tre persone, tra cui Amara, venne coinvolto anche il responsabile del pool anticorruzione Maurizio Romanelli, insieme poi si decise di trasmettere il fascicolo a Perugia, competente a indagare sulle toghe romane. La relazione di Greco è stata trasmessa anche al Procuratore generale della Cassazione, Giovanni Salvi che ha già avviato un procedimento disciplinare nei confronti di Storari, resta l'incognita sul destino dell'indagine Romana che potrebbe essere trasferita da Roma a Brescia, se il PM milanese confermerà che fu a Milano che consegnò i verbali di Amara a Davigo.

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