Caso Cucchi, 10 anni fa la morte di Stefano

22 ott 2019

Il 15 Ottobre 2009 Stefano Cucchi viene fermato dai Carabinieri, ha con sé 20 g di hashish. Viene portato in Caserma e il giorno dopo nell'udienza di convalida gli viene attribuita nazionalità straniera, la condizione di senza fissa dimora. Ha difficoltà a camminare e parlare, mostra evidenti ematomi agli occhi. In carcere le sue condizioni peggiorano: Cucchi muore all'Ospedale Sandro Pertini il 22 Ottobre 2009, pesa 37 kg. La famiglia pubblica le foto dell'obitorio. Il 5 Giugno del 2013 la Corte d'Assise condanna in primo grado cinque medici dell'Ospedale, assolve sei tra infermieri e guardie penitenziarie. Stefano stava bene, conduceva una vita normale. È stato arrestato e dopo sei giorni è morto in quelle condizioni terribili. Una cosa è certa, non sarebbe morto se non lo avessero massacrato, se non ci fosse stato quel pestaggio. Tutti assolti nel processo d'Appello. La Cassazione dispone l'annullamento, si ricomincia. Un secondo Appello assolve tutti, perché il fatto non sussiste. Per la seconda volta la Cassazione dispone l'annullamento. Il prossimo 14 Novembre la sentenza del secondo Appello. A Gennaio 2017 viene chiesto il rinvio a giudizio per omicidio preterintenzionale nei confronti di tre militari dell'Arma dei Carabinieri, Alessio Di Bernardo, Raffaele D'Alessandro e Francesco Tedesco, accusati di aver colpito Cucchi con schiaffi, pugni e calci, procurandogli lesioni divenute mortali per una successiva condotta omissiva da parte dei medici. Uno dei tre dopo sette mesi confessa che era presente al pestaggio, ma che non ha partecipato. La sentenza è il 14 Novembre. Sempre a novembre inizierà un nuovo processo che vede imputati otto Carabinieri. Sarebbero tutti coinvolti nel depistaggio volto a nascondere la verità di quella notte. Tra le parti civili anche il Ministero della Difesa e l'Arma dei Carabinieri.

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