Caso Eitan, il nonno indagato per sequestro aggravato

13 set 2021

Sequestro di persona, aggravato dalla minore età della vittima. È l'ipotesi di reato nel fascicolo aperto dalla Procura di Pavia per il caso di Eitan Biran, il piccolo di 6 anni, unico sopravvissuto della strage del Mottarone. Il nonno materno con un blitz se l'è portato via, in Israele sottraendolo alla tutela legale della zia paterna Aya, che vive a Travacò Siccomario, alle porte di Pavia. Il bimbo, scampato a una tragedia in cui ha perso due genitori, un fratello e due bisnonni, ne vive ora un'altra, conteso com'è tra le due famiglie d'origine. La fisioterapista che aveva in cura Eitan, dopo i fatti del Mottarone, aveva appena incontrato il bimbo ed è rimasta in contatto con la famiglia. "Mi ha fatto vedere le foto dei genitori, del fratello eccetera. Mi ha detto i miei genitori quando c'erano tanto tanto tempo fa. Come vuoi che li abbia trovati? Siamo, cioè, io se penso il dolore che provo io, non oso immaginare come sia il loro, sinceramente". Non c'è stato per Eitan un primo giorno di scuola elementare in Italia. Sabato il nonno, che una settimana prima era venuto in Italia da Israele per vedere il bambino, gli ha promesso nuovi giocattoli al centro commerciale e invece in auto gli ha fatto attraversare il confine di Chiasso e poi all'aeroporto Ticinese di Agno l'ha imbarcato su un Cessna privato per Israele. 9000 euro di volo e la nuova casa di Eitan è Tel Aviv. Gli Avvocati della zia Aya attraverso il Giudice tutelare di Pavia stanno cercando di attivare la Convenzione Internazionale dell'Aja, sulle sottrazioni internazionali di Minori, convenzione adottata anche da Israele nel 1991. Pare evidente che sarà chiamata in causa la diplomazia e che l'eventuale ritorno di Eitan in Italia potrebbe non essere una questione breve. Il piccolo per ora è ricoverato, a detta della famiglia materna, in un ospedale alla periferia di Tel Aviv. Rimangono alcune domande: come è stato possibile un colpo di mano? C'è stata la complicità di qualcuno? Perché, nonostante il passaporto fosse attivo, Eitan all'estero non ci poteva andare. L'11 agosto il Giudice tutelare aveva disposto un divieto di espatrio.

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