Caso Ilva, commissari: venuti meno argomenti avversari

21 gen 2020

La partita si gioca in parallelo, mentre gli occhi sono puntati sull'udienza potenzialmente risolutiva che si terrà al tribunale di Milano il prossimo 7 febbraio. Da una parte c'è il processo civile di fatto ancora in corso, intentato dai legali dei commissari delle ex Ilva nei confronti di ArcelorMittal, dopo l’annunciato addio del gruppo franco indiano al polo siderurgico con base a Taranto. Dall'altra ci sono le trattative informali intraprese tra le parti che lo scorso 20 dicembre avevano portato a un pre accordo propedeutico a una negoziazione che andrà avanti fino a fine mese, con l'obiettivo di raggiungere un accordo vincolante. Ma intanto il processo che, in caso di accordo decadrebbe, va avanti. Nelle ultime ore i legali dei commissari delle ex Ilva in amministrazione straordinaria, hanno depositato una memoria di replica da ArcelorMittal, 86 pagine in cui sottolineano anzitutto come il provvedimento del riesame di Taranto dello scorso 7 gennaio, che ha accolto di fatto l’istanza di proroga sull’uso dell'altoforno 2, abbia fatto giustizia della mistificazione della controparte, facendo venir meno il presupposto della gran parte delle argomentazioni avversarie, scrivono. Nella memoria i legali di ex Ilva inoltre parlano di capitalismo d'assalto messo in atto da ArcelorMittal che, scrivono, cerca oggi di imporre surrettiziamente una riduzione del personale di circa 5.000 unità e sottolineano poi come le conseguenze economiche attivate dall'inadempimento della multinazionale porterebbero a un impatto economico pari a una riduzione del PIL di 3,5 miliardi di euro, pari cioè allo 0,2 del PIL italiano e allo 0,7 del PIL del Mezzogiorno. Un danno definito incalcolabile e concretamente irreparabile.

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