Caso Saman, donne musulmane rivendicano libertà

12 giu 2021

"Dobbiamo chiarire che c'è una differenza fra la cultura araba e la religione islamica perché si pensa che nell'Islam la donna deve sposare per forza e questo non è vero, la donna è libera di scegliere con chi vuole vivere e se non va bene questo matrimonio può decidere pure di divorziare." "Lei stessa lo ha fatto?" "Sì." Nata in Libia da genitori tunisini Manel vive a Palermo dove studia per prendere una seconda laurea, ha fondato l'associazione Fatima, all'inizio erano in sette ora sono in 120, alle ragazze spiega che è possibile scegliere che non si deve subire. "Anche a Palermo ci sono casi di ragazzine costrette a un matrimonio che non vogliono?" "Sì ci sono, c'è questa cultura che diciamo anche in tutto il mondo non soltanto nel mondo arabo c'è questa mentalità maschile che il maschio deve decidere. Parlare far emergere il problema troviamo la soluzione pure, basta con questo silenzio che fa paura che fa morire." Nel centro storico di una città multietnica che torna a riempirsi di turisti ci raggiunge anche Rachida nata in Marocco e trasferita a Palermo, anche lei musulmana separata dal marito. "A me mi ha spezzato il cuore quando ho sentito questa ragazza che è morta così con un sangue freddo e con la scusa dell'Islam. Non possiamo accusare la nostra religione islamica che c'è scritto nel Corano questa cosa, no mai scritta." "Perche succede allora perché in alcune famiglie una donna è libera di sposare chi vuole in altre invece no?" "Per me la cultura la ignoranza anche fa i suoi giochi, la debolezza della donna." Le cose stanno cambiando soprattutto tra le più giovani, ne è convinta Yousra anche lei musulmana ma nata a Palermo da genitori marocchini. "Tanto tempo fa sono venuta a conoscenza del caso di una ragazza di origine pakistana, si era innamorata di un palermitano e l'avevano segregata in casa non non accettavano l'idea che la propria figlia andasse al di là delle loro convinzioni, per fortuna non c'è tanta omertà, le quarte e le quinte generazioni comunque si ribellano soprattutto per la libertà di scelta. Nessuno deve punire l'altro, noi nasciamo liberi, se tu non condividi le mie idee, le mie ideologie, il mio pensiero, come decido io di vivere rispettami e mettiti da parte.".

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