Caso Zaki, Sindaco Bologna a SkyTg24: Boicotteremo l'Egitto

14 feb 2020

Gli Stati Nazionali, quando si tratta di diritti umani, chissà perché diventano impotenti. Bisogna che si mobiliti tutta l'Europa, a partire dalle città e dalle università. Il Sindaco di Bologna è in prima fila per chiedere la liberazione di Patrick Zaki, il ventisettenne egiziano, ù studente sotto le due torri, arrestato una settimana fa al Cairo, dove era tornato per una vacanza. Non tramava contro le autorità del suo paese e non è un terrorista. “L'Italia e l'Europa si facciano sentire” chiede Virginio Merola. Come si è mossa nei confronti dell'Egitto sinora l'Italia? Si è mossa come deve muoversi, però è evidente che mantenere gli ambasciatori ha un senso se ci sono dei risultati, altrimenti bisogna prendere contromisure. “Zaki è un cittadino egiziano” è stata sino ad ora la risposta delle autorità del Cairo alla mobilitazione italiana. “Bologna non resterà a guardare”, avvisa il sindaco. Prima delle nazionalità ci sono i diritti umani universali. Questo dovrebbero averlo già capito da anni. La vicenda di Zaki è stata paragonata a quella di Giulio Regeni. Regeni era italiano, ma per noi Zaki è un cittadino europeo italiano, è uno studente. Che cosa può fare Bologna se non dovesse cambiare la situazione? Bologna potrà dire ai sui cittadini che il turismo in Egitto è meglio di no e potrà cominciare a coinvolgere le sue imprese perché comprendano che bisogna raffreddare i rapporti. Domani in Egitto un giudice deciderà se accogliere la richiesta di scarcerazione di Zaki. Intanto si annunciano manifestazioni di solidarietà in varie piazze italiane e nel capoluogo Emiliano lunedì la Consulta degli studenti marcerà lungo le strade del centro per chiedere che vengano rispettati i diritti di Patrick e affinché possa tornare libero. Rettore e sindaco hanno annunciato la loro partecipazione.

pubblicità