Castelvetrano, l'imprenditrice che resiste alla mafia

16 feb 2021

L'incubo è tornato mio malgrado. Io sapevo che avrei dovuto pagare un conto quando 10 anni fa circa si presentò alla mia porta, il Mario Messina Denaro. Sappiamo tutti che la mafia non dimentica. - Quella di Elena Ferraro è una storia di resistenza alla violenza arrogante della mafia e alla tentazione di mollare tutto e fuggire altrove. Questa coraggiosa imprenditrice di 45 anni ha sempre detto no, oggi come 10 anni fa, quando nell'ufficio della clinica di cui è comproprietaria si presentò il cugino dell'ultimo boss ancora latitante, proponendole di trasformare la sua società in una macchina per riciclare soldi sporchi. Lei avvisò la polizia, fece piazzare le telecamere per documentare gli incontri e lo fece arrestare. Oggi, nonostante Mario Messina Denaro sia tornato in libertà, lei ha scelto di non cedere alla paura. - Io ricevo numerose pressioni. Io, ma anche qualche membro della mia famiglia, affinché lasciamo Castelvetrano. Ti presentano queste persone con la scusa di voler acquistare loro questa struttura, quest'azienda. Poi tra l'altro noi siciliani sappiamo decriptare i segnali, quel detto e non detto. - Come si fa a non cedere alla paura nella città di Messina Denaro? - La paura c'è sempre, e continua a essere la tua compagna. Grazie, devo essere sincera, alla cittadinanza di Castelvetrano che ha capito le mie scelte e le ha sostenute e ovviamente grazie alle istituzioni, alla Magistratura, alle forze dell'ordine io adesso mi sento più forte. Cosa si sente di dire a quegli imprenditori che invece oggi cedono soprattutto con la crisi dovuta alla pandemia alle lusinghe, alle richieste la mafia? - Denunciate perché lo stato non lascia soli gli imprenditori.

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