Catania, dopo la paura torna la normalità sul litorale Plaja

11 lug 2019

Lavorano dalle prime ore del mattino per rimuovere i resti bruciati e rimettere a posto lo stabilimento, sperando di riaprire al più presto e salvare una stagione ancora all'inizio. I lido Europa è quasi del tutto intatto, ha preso fuoco un'unica fila di cabine in legno e ombrelloni, ma è stato sufficiente a gettare nel panico le centinaia di bagnanti, che nel torrido pomeriggio di martedì affollavano il litorale più vicino alla città. Il fuoco è partito dalle sterpaglie vicino alla strada e bruciando tutti gli oggetti in legno che ha incontrato lungo la spiaggia, non ha concesso ai bagnanti nessun'altra via di fuga. Con le fiamme che lambivano la strada sbarrandone l'accesso a decine di persone, tra cui 60 ragazzini sono stati soccorsi e portati via dalle motovedette, altri hanno aspettato che le fiamme venissero spente per recuperare l'auto e tornare a casa. Il giorno dopo, quando le fiamme sono ormai spente e il vento ha smesso di soffiare, la temperatura si è abbassata di qualche grado, i bagnanti tornano a recuperare dalle cabine gli oggetti personali abbandonati durante la fuga. “Sì, ieri eravamo qui durante l'ora di pranzo e ci ha sorpresi. Io ero qua con mia mamma e i miei due fratelli piccoli, siamo dovuti scappare verso la spiaggia praticamente”. “Verso il mare”. “Verso il mare, sì.” “E siete rimasti lì fino a che ora?” “Fino alle 5 meno qualche cosa, un due orette e mezzo, siamo dovuti scappare verso gli altri lidi perché l'aria era diventata irrespirabile e non si poteva stare”. “Qui era un inferno di fuoco”. “Qui sì, noi siamo rimasti fino a quando da là sotto perché è che cominciato da dove ci sono i bagni, poi è diventata tutta una nube nera”. Mentre si indaga per accertare le cause dei roghi divampati a decine, quasi simultaneamente in tutta la Sicilia, dalla costa occidentale a quella orientale, il capo del corpo nazionale dei vigili del fuoco fa il punto dopo un sopralluogo nelle zone più colpite di Catania. “Bisogna accertare con dovizia di cure e particolari ogni possibile fonte di prova, anche di carattere colposo. Credo proprio che sia la prevenzione la parte fondamentale, la gente deve sapere che in questa stagione, dove c'è una vegetazione piuttosto secca, deve avere atteggiamenti ancora di più prudenti di quelli del normale. E così anche sollecitare dal basso le amministrazioni a che si prendano cura delle parti comuni.

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