Centocelle, l'ombra del racket sul Baraka Bistrot incendiato

10 nov 2019

Racket e spaccio, sono queste le ombre che si agitano attorno all'incendio del Baraka Bistrot. La procura di Roma attende l'informativa dei carabinieri per aprire un fascicolo, probabilmente per incendio doloso aggravato, proprio come il caso del rogo che ha devastato La pecora elettrica, la libreria data alle fiamme cinque giorni fa sempre a Centocelle a 500 metri di distanza dal locale distrutto venerdì notte. Serranda divelta, tracce di liquido infiammabile all'interno, telecamera coperta. Stessa dinamica, stessi indizi. Tutto farebbe pensare ad un filo conduttore con i quattro episodi che negli ultimi cinque mesi hanno infiammato la periferia di Centocelle. Prima una pizzeria, il 25 aprile il primo rogo a La pecora elettrica, il secondo il giorno prima della riapertura lunedì. La notte tra venerdì e sabato le fiamme al Baraka bistrot Tutto avviene nel quadrilatero attorno a Piazza delle Palme, quella che è diventata la piazza di spaccio a Centocelle. Aveva chiuso la sua birreria poco prima delle tre di notte racconta Marco Nacchi, il proprietario che aveva rilevato il locale poco più di un mese fa. "Hanno vinto loro", dice amareggiato, "chiunque siano, non riapro più". Solidarietà arriva dalla sindaca Raggi, mentre la regione si prepara a presentare un pacchetto di provvedimenti a sostegno di imprenditori colpiti da atti intimidatori e di violenza. Luciana Lamorgese ribadisce che l'attenzione del Viminale è alta. Il ministro dell'Interno venerdì parteciperà alla riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Su richiesta del comune Acea intanto intensifica l'illuminazione a Centocelle, il Campidoglio chiede a Prefettura e Questura di intensificare i controlli.

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