Cerciello: ascoltati colleghi, martedì rilievi hotel

03 ago 2019

Sono stati ascoltati dagli inquirenti i Carabinieri che la notte dell'omicidio di Mario Cerciello Rega si trovavano a Trastevere, in piazza Mastai. Non erano in turno, la loro presenza emerge dalla relazione di servizio di Andrea Varriale, il collega che era con Mario al momento della morte. Eppure, poco prima del delitto, avevano condotto nel centralissimo quartiere della movida romana una piccola attività anti-spaccio, identificando tra l'altro Sergio Brugiatelli, il tramite tra il pusher i due americani ora in carcere, a cui i ragazzi avevano rubato lo zaino chiedendogli poi un riscatto. Erano stati loro quei quattro militari a convocare Cerciello Rega perché si occupasse di questo furto. Tutti in forza alla stazione di piazza Farnese, non avevano competenza su quella zona. Ed ecco uno dei motivi per cui la Procura vuole chiarire il perché delle loro azioni. Farlo potrebbe spiegare anche il ruolo dello stesso Brugiatelli e i suoi rapporti con loro, se ad esempio, li conoscesse da prima. Per lui potrebbe scattare l'accusa di favoreggiamento per aver parlato inizialmente di magrebini, con riferimento ai ladri della borsa. Intanto, la prossima sarà una settimana importante per le indagini e anche per la difesa dei ragazzi. Martedì si terrà il sopralluogo nell'hotel di Elder, il reo confesso, che era stato rinviato e mercoledì inizieranno le perizie su tutte le tracce repertate durante i primi rilievi. Aiuteranno forse a far luce su quei 24 minuti di buio non filmati da alcuna telecamera, tra l'uscita dei ragazzi dall'albergo e l'incontro e successiva colluttazione con i Carabinieri, quando Elder, appunto, ha tirato fuori il pugnale da marines che teneva nella tasca della felpa. C'erano solo loro? "Troppe lacune, vogliamo le risposte" dicono i consulenti americani della difesa Elder, i cui legali italiani entro martedì decideranno se rivolgersi al riesame per chiederne la scarcerazione.

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