Cerciello Rega, nuova intercettazione incastrerebbe indagati

19 nov 2019

Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth, i due ragazzi americani in carcere per la morte del Carabiniere Mario Cerciello Rega, sapevano chi avevano davanti. A dimostrarlo sarebbe l'intercettazione ambientale avvenuta il 2 Agosto in carcere, nella quale Finnegan parlando con il padre e l’avvocato, ammetterebbe di aver visto due sbirri, che avrebbero mostrato a lui e all’amico diciannovenne, i distintivi. Insomma, cadrebbe la versione sostenuta fino ad ora di un'aggressione compiuta da due sconosciuti in piena notte e allo stesso modo quella della risposta di due americani, dettata da legittima difesa. Se Cerciello Rega e il collega Andrea Varriale avevano mostrato il distintivo, allora Lee Elder e Hjorth erano consapevoli che quei due uomini fossero Carabinieri, quando poi li hanno aggrediti la notte del 26 Luglio, nel quartiere Prati a Roma. Lee Elder, racconta il padre, che la persona che lo ha attaccato lo avrebbe picchiato e trascinato e così lui avrebbe estratto il coltello e l'avrebbe colpita due volte alla gamba. Le coltellate che hanno ucciso il Carabiniere Cerciello Rega in realtà sono state 11. Un'intercettazione fondamentale quella 2 Agosto, che smonterebbe la linea che il difensore avrebbe indicato al suo assistito, ossia che i due giovani si sarebbero dovuti difendere dalle aggressioni di due adulti. Pochi giorni fa la Procura di Roma ha chiesto il giudizio immediato per i due americani, contestando loro, oltre all’omicidio, anche i reati di tentata estorsione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

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