Cinema, incassi in picchiata e luoghi di cultura in crisi

02 mar 2020

È un cinema in caduta libera. Gli incassi calano di 2 milioni nel week end, facendo registrare un meno 63% rispetto alla scorsa settimana e un meno 75% rispetto alla stessa settimana del 2019. La paura sta avendo il sopravvento, danneggiando anche quelle centinaia di cinema aperti in tutta Italia. Quelli fuori dalla cosiddetta zona rossa che non hanno mai chiuso, così come quelle sale riaperte da poco. Un calo ancora più dolente, perché arriva dopo settimane in cui, come non capitava da tempo al cinema italiano si tiravano bilanci positivi in termini di produzioni, premi e gradimento del pubblico. Non solo il turismo subisce danni dovuti a cancellazione e psicosi, anche la cultura deve fare i conti con la paura di aggregazione e svago che sta coinvolgendo e sacrificando anche zone in cui non ci sono mai state limitazioni o impedimenti restrittivi. Segnali positivi arrivano comunque dall'iniziativa di comuni o singoli privati. A Firenze, ad esempio, nel fine settimana i musei erano gratuiti, con la chiara intenzione di attirare verso il bello, più gente possibile. Ma le perdite economiche riguardano e spaventano anche associazioni come l’Assomusica che riunisce gli organizzatori, i produttori di spettacoli di musica dal vivo. Secondo una stima di TicketOne è stata prevista una perdita di circa 10 milioni di euro per i soli spettacoli di musica e si prevedono fino a 20 milioni di euro di perdite complessive per quelle città che avrebbero dovuto ospitare eventi in queste settimane. Non stanno meglio i teatri che vivono soprattutto di abbonamenti stagionali, seppur bisogna ribadire che in molte zone, come nelle regioni del Piemonte, del Friuli, della Liguria e delle Marche, abbiano riaperto senza limitazioni. Insomma, un lento ritorno alla normalità segnato però ancora da una cifra in rosso.

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