Comitato bioetica, sì a legalizzare suicidio assistito

31 lug 2019

Depenalizzare o legalizzare il suicidio medicalmente assistito. Va in questa direzione il parere espresso per la prima volta dal Comitato di bioetica, che ha stilato un documento importante su un tema delicato, che ha sempre scatenato un dibattito ideologico ed etico. Il parere riguarda il tema affrontato dall'ordinanza del 2018 con cui la Corte costituzionale si esprimeva sulla non punibilità dell'aiuto al suicidio, questione sollevata dalla Corte di Assise di Milano. Il caso in esame era quello di Marco Cappato, leader dell'associazione Luca Coscioni, processato per aver accompagnato DJ Fabo in Svizzera, dove aveva ottenuto il suicidio assistito. Il verdetto della Consulta è atteso per settembre, quando vi sarà anche una forte mobilitazione dell'associazione Luca Coscioni, che esprime comunque grande soddisfazione. “Dopo sei anni che abbiamo depositato la legge per l'eutanasia legale. Per essere liberi fino alla fine, fatti vivo anche tu”. Se nel 2018 la Consulta esortava il Parlamento a legiferare, ora il Comitato di bioetica mette nero su bianco che il suicidio assistito è cosa ben diversa dall'eutanasia. Il primo è un atto compiuto interamente dal soggetto stesso e non da terzi, i quali si occupano solo di assistere la persona. Altra cosa è l'eutanasia, che consiste nel porre fine alla vita di un paziente consenziente con una somministrazione letale. I pareri all'interno del Comitato sono stati diversi. I sì al documento che apre alla legalizzazione del suicidio assistito hanno prevalso; 13 contro gli 11 no dei cattolici, che ribadiscono come la vita deve essere affermata come principio essenziale. Nel testo ci sono sei raccomandazioni comuni. Il parere, spiega il Comitato, ha voluto richiamare l'attenzione della società e del mondo politico su quelli che ha ritenuto i temi etici più rilevanti e delicati: la differenza tra assistenza medica al suicidio ed eutanasia, l'espressione di volontà della persona, i valori professionali del medico e degli operatori sanitari, l'argomento del pendio scivoloso, le cure palliative. Insomma, è tempo che la parola passi alla politica.

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