Cop26, l'impegno di 40 paesi: stop al carbone

04 nov 2021

Stop al carbone e stop ai soldi alle fonti fossili. Certo non subito e non per tutti, ma nella giornata della Cop26 dedicata all'energia, questi due annunci, si aggiungo alla colonna degli impegni in grado di fare la differenza nel contrasto alla crisi climatica. Per quanto riguarda il carbone, 40 Stati si sono impegnati, per la prima volta, ad eliminare il principale responsabile delle emissioni di gas serra, dalla loro produzione di energia. Tra loro, mancano nomi importanti, come Russia, India e Cina. Pechino ha promesso lo stop sulle centrali all'estero, ma non a quelle in casa. Ma a sottoscrivere l'accordo, c'è ad esempio la Polonia, la cui economia dipende molto dal carbone. L'altro segnale importante, arriva dai 20 Paesi, che si impegnano a interrompere tutti i progetti, da loro finanziati all'estero, sui combustibili fossili entro la fine del 2022. La firma dell'Italia, che mancava nella bozza, arriva soltanto all'ultimo minuto. Certo, anche in questo caso mancano nomi di peso, ma ci sono gli Stati Uniti e c'è l'Australia, che è il Paese che maggiormente investe all'estero sul settore. Sul tema della giornata, arrivano anche le parole del numero uno dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, Fatih Birol: gli impegni presi in questi giorni, dice, se rispettati, potrebbero aiutare a limitare il riscaldamento globale a 1,8 gradi sopra i livelli pre-industriali. Un passo in avanti, anche se c'è ancora molto da fare. Nel frattempo, il movimento dei "Fridays for Future", con Greta Thunberg in testa, si prepara a sfilare per le strade di Glasgow, l'accusa è sempre la stessa: dalla conferenza arrivano soltanto parole.

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