Coronavirus, 8 italiani su 10 vorrebbero lo psicologo

03 mag 2020

Le ansie perché ci si trova da soli, alla fine obbligati in casa. Anche i pensieri della famiglia. Quello è il più grosso. Mio marito è un mese che è morto, si può immaginare. Quindi ho sentito molto la solitudine. Gli italiani sentono, 8 su 10, il bisogno di un sostegno psicologico in questa fase di ripartenza. L'ordine nazionale degli psicologi in questi mesi di immobilità ha indagato sulle conseguenze della chiusura. Lo ha fatto con un sondaggio da cui è emerso che il 60% degli italiani pensa di aver bisogno di supporto psicologico per affrontare la nuova normalità. Dicono, lo vorremmo nelle strutture sanitarie, negli ospedali, poi lo vorremmo anche sul territorio in modo più diffuso. Più psicologi negli ospedali, dunque, ma anche nelle strutture per anziani, nei servizi sociali, accanto ai medici di base, ma anche l'aiuto degli studenti e nei luoghi di lavoro. Io credo che ci siano tre direzioni da prendere. Uno è il potenziamento della struttura sanitaria pubblica, con un aumento delle unità di psicologi a disposizione perché troppo numericamente insostenibili; due, il potenziamento della rete territoriale che passa attraverso sia la rete territoriale pubblica sia il coinvolgimento del terzo settore o del privato sociale accreditato che può dare una mano. Una proposta concreta che noi come Ordine nazionale vogliamo fare è anche quella di immaginare di poter usufruire di voucher o bonus dedicati proprio alla salute psicologica, al benessere psicologico, in modo che la fascia di popolazione più a rischio possa usufruire di servizi di primo livello.

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