Coronavirus, a Bologna stazioni e locali vuoti

10 mar 2020

“Sto compilando la certificazione per tornare nella mia residenza perché in famiglia c'è bisogno di una mano, quindi sto compilando l'autorizzazione per poter tornare nel mio domicilio.” “Da Bologna verso?” “Verso Milano.” La stazione centrale di Bologna normalmente è affollata. Oggi si mostra così. Quasi nessuno alla biglietteria o alle macchine automatiche o all'assistenza viaggiatori. Un gazebo della polizia nell'atrio. Gli agenti distribuiscono il modulo che serve per autocertificare la necessità del proprio spostamento. Chi prende il treno non può farne a meno. “Sono venuto a prendere il treno prima per capire se c'era qualcosa che non andava o meno nell'arrivare al lavoro. Spero che ognuno stia facendo il suo dovere di rimanere in casa, quello che farò io quando finisco di lavorare.” “E' una situazione un po' surreale, sono sentimenti un po' contrastanti, andare o rimanere.” Vuoti bar e ristoranti. “Prima era aperto h24, senza mai chiudere. Da oggi facciamo 8 – 18. Normalmente c'è gente che arriva fuori e ora non c'è più nessuno.” “I casi calano, ma la gente deve pagare lo stesso gli affitti.” Un titolare di alcuni locali pubblici di Bologna rivela: “E' durissima perché ho 50 famiglie in Cassa integrazione che non sanno come pagare il mutuo, non sanno come fare la spesa.” Sui mezzi pubblici i passeggeri sono molto meno rispetto al solito. Tra le misure di contenimento del contagio restano chiuse le porte anteriori degli autobus, quelle più vicine al conducente. Adesso si possono utilizzare solo le altre. Sono poche le persone che si spostano, quasi inutilizzato il servizio di bike sharing. I taxi attendono a lungo nel piazzale della stazione. “Noi eravamo già in questa situazione da una decina di giorni. Viaggiano prevalentemente per lavoro e per cure o visite mediche negli ospedali.” Non c'è una corsa al supermercato, ma chi fa la spesa ora compra anche prodotti di scorta. “Per non circolare, invece di andare tutti i giorni a fare la spesa la faccio una volta, abbastanza copiosa in modo da non dovere andare tutti i giorni a comprare.”.

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