Coronavirus, a Genova in arrivo nuove limitazioni

03 nov 2020

Stretta dopo stretta, un susseguirsi di ordinanze tra zone rosse e coprifuoco, fino a superare quell'indice di trasmissibilità del virus a 1.5, che per l'Istituto Superiore di Sanità porta allo scenario 4 dell'emergenza, il più grave, con criticità di tenuta del sistema sanitario nel breve periodo. Per questo anche la Liguria rientra tra le regioni a rischio elevato di una trasmissione non controllata di Covid-19. Limati i dettagli, con un DPCM che lascia le nuove misure suddivise per zone, la Liguria rientra nella fascia arancione. Per ora non si parla di limitazioni negli spostamenti tra regioni, ma si torna a chiusure varie e all'autocertificazione. Una sorta di coprifuoco, anche se non mi piace il termine, ovvero di obbligo a restare a casa, se non per i motivi di urgenza e necessità, dopo le 21 della sera, e queste regole varranno per tutto il territorio nazionale. Poi comincerà un confronto con il Governo che porterà le singole regioni ad assumere atti sulla base di un documento che prevede varie tabelle di rischio. La Liguria, come sapete, è tra le 11 regioni più colpite, non è tra le quattro – cinque regioni più colpite, quindi siamo in una terra intermedia. I dati dall'inizio della pandemia, aggiornati al 2 novembre, riportano un numero di 24244 contagiati e 1790 morti su una popolazione di 1 milione 575 mila abitanti, di cui 543 mila over 65, la fascia di età considerata più fragile al contagio. Lo stesso Governatore della Liguria, Giovanni Toti, con un tweet domenica mattina aveva sottolineato la necessità di adottare misure per fasce di età, sollevando una bufera di polemiche. Genova la città più colpita, dove spesso è stato superato il tetto dei mille positivi in un giorno, tanto che una delle prime ordinanze in Italia a reintrodurre l'obbligo di mascherina all'aperto era scattata nel centro storico di Genova a fine settembre per un cluster dilagato fino a portare a due nuove ordinanze il 18 e il 22 ottobre, con cui sono stati vietati movida e accessi senza comprovato motivo di lavoro o di salute, dapprima in quattro zone rosse e successivamente con coprifuoco alle 21 su tutto il territorio. Senza dimenticare il cluster nella città di La Spezia a inizio settembre, con provvedimento simile, poi fortunatamente rientrato. L'onda veloce dei contagi porta allo scenario odierno e a una Liguria che potrebbe essere obbligata a fermarsi e si prepara ad allestire un drive-in e un ospedale per degenza a bassa intensità nel padiglione blu della Fiera di Genova.

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