Coronavirus, app per i malati e per le uscite

31 mar 2020

Emergenza Covid-19. Per continuare in italiano, premi “1”. Che cosa hanno in comune i cittadini della Puglia, della Liguria e della Sicilia con quelli dell'Albania, dell'Australia, del Sudafrica della Polinesia. Un sistema che permette di tracciare i malati Covid, da quando il paziente ha i primi sintomi fino, auspicabilmente, alla sua guarigione. È composto da una app, un sito e da un risponditore automatico per gli anziani che non conoscono il digitale. Le informazioni vengono messe a disposizione dei medici di famiglia e dei centri di coordinamento. Con quali vantaggi? Grazie a strumenti di questo tipo, siamo in grado di intercettare prima, più velocemente, il bisogno, riusciamo a governare il panico in modo tale che le persone non si rechino in posti che le esporrebbe al contagio, riusciamo a tenerli in contatto con i medici, con i medici di famiglia, senza che debbano fisicamente andare dal medico, quindi preservando il medico, che è una risorsa preziosa, oltre che la salute del cittadino. Questo sistema pone in noi giganteschi dubbi riguardo alla privacy, sono legittimi oppure no? Non con questo sistema, perché il sistema, essendo un sistema di tipo sanitario e totalmente all'interno delle strutture sanitarie, rispetta totalmente quelle che sono le normative della privacy. Dedalus è un'azienda leader in Europa, tra le primi 5 al mondo, che non riesce – adesso – a soddisfare tutte le richieste. Dal punto di vista del suo Presidente, l'Italia ha un sistema regionale che potrebbe favorirla nell'organizzare la ripartenza. Ci potrà anche aiutare a superare questa fase emergenziale, a tornare alla nostra vita sociale? Sicuramente, dovremo vivere una fase endemica, dovremo in qualche maniera disporre di elementi certificativi molto rapidi per poter dire: “Entro in quel ristorante” o “Non entro quel teatro” o “Non vado a vedere questa partita”.

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