Coronavirus, Avitto: da tac alle app, la tecnologia aiuta

20 mar 2020

A livello medico scientifico, quali sono i grandi filoni che dobbiamo raccontare in queste settimane? Certo, quello che hai citato, legato all'intelligenza artificiale, sicuramente è un grandissimo avanzamento scientifico, e il fatto che sia disponibile già, a Roma, il Campus Bio-Medico, è una bellissima notizia. Immagino che ne parlerete, dico semplicemente due cose: il Campus Bio-Medico ha acquisito un software di intelligenza artificiale, dell'ospedale di Wuhan, e grazie a questo software, che si basa su un database di circa mille casi di Tac polmonari di pazienti affetti da Covid-19, può confrontare le Tac che vengono fatte negli ospedali e vedere se il modello è compatibile con l'infezione. La tecnologia, come tu dicevi, ci aiuta tantissimo, nel senso che abbiamo tante forme di tecnologia, dalle App abbiamo visto che si possono seguire i movimenti dei pazienti infetti, ricostruirli attraverso i social network, piuttosto che a come si agganciano alle celle dei telefoni cellulari. La tecnologia, ovviamente, apre sempre anche delle questioni di privacy e di etica, però, comunque sia, in questo momento sappiamo che questa cosa è possibile. Tra poco ti chiederò anche a proposito del tracciamento delle persone, si parla molto in queste giornate in cui c'è l'invito, ribadito e pressante, a non uscire di casa, e di come da alcuni Paesi, da Israele, ma anche della Corea del Sud, ci siano sperimentazioni che permettono di tracciare i movimenti delle persone, quindi, anche eventualmente sanzionarli. Vito, ti chiamo in causa anche per la questione dei tamponi, anche per fare un po' d'ordine, non tanto sul fatto che il mondo scientifico, in qualche modo, è diviso tra fare i tamponi a tappeto o non farli, e questo, di conseguenza, porta anche delle scelte diverse della politica. Nel fare ordine, cos'è un test diagnostico, che noi chiamiamo tampone, e qual è, al momento, quello più diffuso e se allo studio ce ne sono altri che magari permettono dei risultati in tempi più rapidi? Lo ricordiamo, ci vogliono delle ore per avere un risultato di un tampone. Il test, in questo momento, più accurato, è quello conosciuto come tampone naso faringeo, viene prelevato il materiale biologico dal naso e dalla faringe e poi viene analizzato, nei laboratori di microbiologia, attraverso un'analisi biologia molecolare. Come tu hai detto, questa analisi, per dare un risultato, dura circa 4 ore e va a cercare le tracce dell'RNA, quindi del materiale genetico del coronavirus all'interno del campione. Il vantaggio di questo test, che è quello in uso attualmente, è l'unico attendibile, è che è specifico al 100 per cento, cioè individua il coronavirus, ed è sensibile al 99 per cento. La OMS sta valutando i dati di circa 200 nuovi test, alcuni di questi molto rapidi, ma al momento non abbiamo la possibilità di dire se possono essere utilizzati, in quanto bisogna vedere se sono sensibili e specifici. Quando raggiungeranno l'accuratezza del test in uso, l'unico che va a guardare la presenza del materiale genetico del virus nelle nostre cellule, allora potranno essere utilizzati. Questo è lo stato dell'arte, a livello del vaccino, raccontiamo sicuramente tempi più complicati, naturalmente le voci arrivano anche maniera cacofonica dal mondo, si parla di sperimentazioni in Germania e naturalmente dalla Cina, che sono stati i primi scienziati a lavorarci. Che tempi dobbiamo aspettarci, ragionevolmente? Intanto, diciamo una buona notizia: sicuramente si arriverà a un vaccino perché ci sono i migliori centri di ricerca, sia a livello pubblico sia a livello privato, in tutto il mondo, che stanno lavorando per mettere a punto un vaccino. Per mettere a punto un nuovo vaccino, ovviamente, ci vuole del tempo, plausibilmente, almeno un anno, perché va testato, va verificato se è efficace, se è sicuro, e poi va messo in commercio. Almeno un anno bisogna prevederlo. In questo lavoro che ci porterà, speriamo, al vaccino e alle successive sperimentazioni, l'Italia com'è messa? L'Italia è un Paese con un'ottima tradizione di ricerca sui vaccini. Poco fa sentivo di questa azienda che sta collaborando a Napoli, con il Cutugno, per mettere a punto un un vaccino in tempi rapidi. Anche in Italia, abbiamo diversi poli di ricerca per i vaccini, sia a livello pubblico sia a livello di aziende farmaceutiche, sicuramente l'Italia guida, in parte, questa ricerca. Ricordiamoci sempre che i ricercatori italiani, a livello mondiale, sono ai primi posti nel famoso impact factor, che è la classifica che ci permette di definire quali sono i migliori ricercatori al mondo e complessivamente, gli italiani, sono sempre i più ricercati. Abbiamo una tradizione e una capacità di ricerca molto importante, anche le sperimentazioni farmacologiche di questi giorni ci dimostrano come a Milano, come a Napoli, siano state avviate importanti sperimentazioni per terapie da attivare subito per il coronavirus.

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