Coronavirus Brescia, 310 medici e infermieri contagiati

27 mar 2020

Nel bresciano l'onda nera del coronavirus non si ferma e sfiora i 7.000 positivi, più di 1.000 i morti. La Provincia di Brescia piange, non si arrende e soffre come poche altre volte nella sua storia. Le trincee sono diffuse in questa città e nella sua Provincia, sono i distretti ospedalieri che hanno permesso un ospedale diffuso, come lo hanno chiamato in Regione Lombardia che, in collaborazione con le tante strutture private del territorio, hanno creato nuove terapie intensive in tempi record. Questa è quella della Poliambulanza, una struttura d'eccellenza della Provincia, convertita, in buona parte, alla cura del Covid-19. Centoventi posti Covid sono stati recuperati: alla Maugeri, alla Domus Salutis e alla Don Gnocchi, strutture private che si sono adeguate alle esigenze del territorio. È questione di ore anche l'apertura di 28 nuovi posti di terapia intensiva, fra qui e l'Ospedale Civile. Una corsa contro il tempo in questi luoghi tutti uguali, dove i bip delle macchine respiratorie, i passi veloci degli infermieri e dei medici sono gli unici rumori percepiti e non solo perché non ci sono parole. Trecentodieci tra infermieri e medici dell'Ospedale Civile sono risultati positivi al test del coronavirus, 10 sono gravi, si tratta del 6% del personale impiegato nella struttura sanitaria bresciana. “Una buona media” dice il Direttore Generale Gianmarco Trivelli. Da oggi a tutti i dipendenti degli Ospedali Civili viene misurata la febbre prima dell'ingresso in ospedale, coloro che superano i 37 gradi e mezzo vengono fatti tornare a casa. Ma c'è anche il personale delle altre strutture bresciane di cui non si conoscono i numeri ed è polemica sui tamponi non fatti nelle strutture bresciane. Dalla Regione l'assessore Gallera si difende: “Abbiamo rispettato il protocollo”. “Ora anche i medici di base potranno fare i tamponi”, dicono da Palazzo Lombardia. Intanto nelle terapie intensive come questa si continua a lottare, lontano dai propri cari. Cerchiamo di fare la parte anche dei familiari che sono a casa perché sappiamo che è molto difficile anche per i familiari che sentiamo per telefono, il fatto di essere distaccati dai loro cari e di non poterli vedere in questi momenti difficili. Tra l'altro non tutti ce la fanno, ma vi possiamo assicurare che siamo vicini a loro perché ci sostituiamo a voi per tutto quello che possiamo fare, perché è come se fossero i nostri genitori, i nostri fratelli, le nostre sorelle, i nostri zii, i nostri nonni Facciamo tutto quello che possiamo nelle nostre possibilità. Il 20% dei morti di coronavirus nel mondo è in Lombardia, il 4,3% in Provincia di Brescia.

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