Coronavirus e disabili, impossibile garantire protezione

09 mar 2020

I centri per disabili si sentono lasciati soli. Diversamente da Veneto ed Emilia Romagna, in Lombardia devono rimanere aperti anche con l'emergenza Coronavirus, ma i problemi per gestire questa situazione sono molteplici. “Le protezioni sono difficili da .. vboglio dire, i the peals delle disposizioni sono molto difficili. Le persone con disabilità scarsamente sono in grado di poter, anzi, non le tengono, parliamoci chiaro. Le persone vicino a loro sono, voglio dire, non più riconoscibili perché non si vede e per cui anche lì ci potrebbero essere dei problemi, per cui le protezioni sono scarsamente utilizzabili. “In questo centro si è verificato un caso di positività. I locali sono stati bonificati, ma è impossibile garantire la quarantena a quanti operatori e compagni sono entrati in contatto con lui. E poi ci sono le emergenze. “Le urgenze nelle urgenze. Se un minore di 12 -13 anni si dovesse trovare nella situazione di non avere i genitori, il nonno, i nonni, i parenti, gli amici, il vicinato, il Vattelapesca può prendersi cura, ma un disabile no.” L'ospitalità per chi resta solo e la tutela nei centri residenziali che, invece, non possono chiudere, ma devono avere la possibilità di isolare chi è contagiato e proteggere così tutti gli altri. I centri per disabili stanno studiando un modo per l'assistenza domiciliare per quelle patologie che le famiglie non riescono a gestire autonomamente, ma rimanere in famiglia, dicono, aiuterebbe la non diffusione del virus. Resta il problema degli operatori di queste strutture, persone che hanno una famiglia, che tornano a casa ogni sera e chi in molti casi non possono proteggersi adeguatamente. I disabili, ci dicono, non sono anziani, non sono quasi mai collaborativi.

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