Coronavirus ed emergenza sangue, l'imperativo è donare

16 mar 2020

C'è un'altra emergenza nell'emergenza coronavirus, ed è quella per il sangue. Le donazioni sono calate e i centri trasfusionali sono in difficoltà. Non si riescono a soddisfare le richieste che arrivano dai reparti degli ospedali di mezza Sicilia, ma donare è fondamentale anche per battere il Covid-19. Ed è soprattutto sicuro. Molte persone, ci dicono dal centro trasfusionale dell'ospedale Cervello di Palermo, dove operano la Fratres e l'associazione onlus Piera Cutino, non vengono per paura del coronavirus, ma qui non c'è pericolo. “In questo momento particolare, visto l'emergenza che stiamo vivendo su tutto il territorio nazionale, abbiamo grande carenza qui all'ospedale Cervello. Questo perché il nostro ospedale purtroppo è un ospedale carente, nel senso che, a prescindere dall'emergenza del coronavirus, noi abbiamo carenza tutto l'anno. In questo ospedale si raccolgono circa 5 mila sacche di sangue l'anno, contro un consumo di circa 12 mila sacche, quindi il più ci arriva dalle regioni del nord, quali l'Emilia-Romagna, la Lombardia, e in questo momento, essendo delle regioni maggiormente colpite dal coronavirus, stanno subendo anche loro un calo nelle donazioni. Per questo motivo non possiamo contare più sul loro supporto, quindi è necessario da parte di tutte le persone che stanno bene, che sono sane, fare uno sforzo in più per venire a donare”. Un'emergenza cronica, quella del sangue, che si sta acuendo maggiormente in questo periodo, quando invece c'è più bisogno. Per questo i medici, che sono in prima linea per combattere il coronavirus, lanciano un appello: “Occorre che la popolazione si mobiliti e che i donatori arrivino. Donare il sangue anche in questo momento è sicuro, e soprattutto è prezioso per chi lo deve ricevere. Come funziona? Viene chiamato il donatore, viene chiesto se ha avuto dei problemi, come ad esempio la febbre, il donatore, una volta che viene qui, è ricontrollato nuovamente, se è venuto da zone a rischio, gli viene rimisurata la febbre, e quindi si ritrova insieme a persone che sono già state screenate, e quindi il cui rischio è molto basso”. Ed è anche il nostro invito: chi può, vada a donare.

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