Coronavirus, focolai in diverse regioni, guardia alta

06 lug 2020

Conviviamo con il virus. Questa al momento è ed era ampiamente prevista la consapevolezza della nuova fase. Così come previsti e ampiamente attesi i focolai in Italia. Quello che un po' colpisce è la rapidità. Diversi al momento i focolai attivi, dal Veneto, all'Emilia Romagna, alla Toscana, al Lazio, casi molto spesso dovuti a lavoratori stranieri rientrati dai Paesi extra Schengen. Per arginare il fenomeno a Roma, per esempio, da oggi tamponi a tappeto per la comunità del Bangladesh, nella quale si sono verificati diversi casi. Poi ci sono i comportamenti a dir poco superficiali e qui torna la rapidità, quella che ha portato tanti a nuovi abbracci, a lasciare la mascherina in tasca, Federfarma denuncia proprio un calo di vendite, e ad affollare i locali e i luoghi pubblici con pochissima attenzione al distanziamento. Per loro si pensa nel peggiore dei casi a un TSO, a un Trattamento Sanitario Obbligatorio, auspicato dal governatore Zaia dopo il caso dell'imprenditore, rientrato dalla Serbia positivo, che ha scelto però di rifiutare il ricovero, alimentando così il focolaio. Nel Mantovano diversi casi preoccupano: decine di lavoratori di macelli e salumifici sono risultati positivi. In Toscana ancora casi di positività in comunità cinesi della zona. Un campanello d'allarme da non sottovalutare che ha portato Enrico Rossi, il Governatore, a stabilire il ricovero obbligatorio nei Covid hotel per i contagiati che vivono nel sovraffollamento. Attenzionate Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Piemonte, Lazio, Friuli Venezia Giulia. Meglio, invece, in Campania dove il focolaio di Mondragone sembra circoscritto. Insomma guardia alta e misure da rispettare. Così gli esperti.

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