Coronavirus, in Campania riders senza soldi e senza lavoro

31 mar 2020

Lui si chiama Antonio Prisco e fa il rider a Napoli. Con l’Union Riders da tempo denuncia quello che non va in una categoria tra le più bistrattate. Paga scarsa, tutele scarse. Con l'ultima ordinanza del Presidente della Regione, De Luca, che mette uno stop alle consegne a domicilio fino al 14 aprile, tranne che per i supermercati per prodotti confezionati, usando i dispositivi di protezione, i riders si trovano in grave difficoltà, perché sono esclusi dal Cura Italia. I rider non possono lavorare, se non consegnano ai supermercati e molte aziende non consegnano ai supermercati. Il nuovo DPCM Conte, quello Cura Italia, non dà neanche il rimborso ai rider che sono in ritenuta d'acconto e non sono partita IVA, quindi ci troviamo in un enorme crack che porta il 70% di noi a non avere reddito negli ultimi 30 giorni. Una parte di noi, ha partita IVA e una parte, la maggior parte di noi, collabora in ritenuta d'acconto, quindi come prestatore d'opera e non può neanche quindi accedere al decreto Cura Italia. In questo momento ci sono su, solo la città di Napoli, almeno 1.500 rider di cui 1.000 in questo momento non lavorano, che il mese prossimo non avranno reddito. Nonostante i problemi, Antonio Prisco, insieme ad altri, si offre volontario per consegnare gratis a chi è in difficoltà e la solidarietà non manca anche nei loro confronti da parte della gente comune. Un rider si è visto consegnare una mancia di 10 euro per il supporto a quello che sta facendo per la popolazione in questi giorni. La popolazione sta capendo che noi siamo individui deboli che si stanno sacrificando.

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