Coronavirus, in Sicilia cresce il numero dei contagi

19 mar 2020

Ora sono 340. In Sicilia il numero delle persone contagiate cresce ad un ritmo più veloce rispetto alla media nazionale, complice il rientro di decine di migliaia di persone dal nord Italia nell'isola in cui, da alcuni giorni, arrivano solo merci e non più persone, in cui le corse ferroviarie e i collegamenti nello Stretto sono stati fortemente ridotti, il governatore, Musumeci ha rinnovato al Viminale la richiesta di far ricorso all'Esercito per potenziare i controlli. Sulle strade ci sono già le decine di pattuglie di: Polizia, Carabinieri, Municipale e Guardia di Finanza con l'obiettivo di far rispettare un decreto che, a 10 giorni dall'entrata in vigore, non sembra essere stato da tutti recepito. I comportamenti assolutamente da evitare sono gli assembramenti, si deve uscire da casa solo ed esclusivamente per quelle esigenze che sono inserite nell'autocertificazione. Le misure sono severe soprattutto per chi è risultato positivo al test e non rispetta la quarantena o per chi rientra dalle zone del nord e non si denuncia. È successo a Palermo come a Ragusa, ma commette una violazione anche chi esce di casa senza un valido motivo. I comportamenti sanzionati sono i più vari, da chi viene sorpreso ad allenarsi in palestra o a giocare a calcetto a chi invece va a correre troppo lontano da casa. Il problema è stato: impedire alcuni bivacchi di ragazzi o addirittura anche di persone più grandi davanti ad esercizi commerciali che, per esempio, vendevano alcolici, oppure gente che era convinta che poteva continuare a ritrovarsi nella piazza del quartiere a giocare a carte. Vogliamo chiarire? È possibile: passeggiare, correre o andare in bici? Noi la intendiamo come attività sportiva nelle vicinanze della propria abitazione, ma anche per una logica di buonsenso. Se tutti ci recassimo nei posti di aggregazione ci ritroveremmo assembramenti di migliaia di persone che singolarmente si sono recati in questo posto. C'è qualcuno che ancora non lo comprende, stiamo tentando, oltre che sanzionarlo, di fargli capire che questa è un'esigenza che serve per la salute pubblica.

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