Coronavirus, la "protezione" dei neonati

08 apr 2020

Il periodo sicuramente non è facile per nessuno. Per chi deve partorire, certo, è un doppio punto interrogativo. Sembra che non passi dalla placenta al feto, però è una situazione tragica. Futuri nonni e genitori hanno dubbi e preoccupazioni sui neonati. Sono piccoli, tutti li consideriamo delicati e inermi, ma sanno già come difendersi dal nuovo coronavirus. La Società Italiana di Neonatologia ha messo insieme delle indicazioni che sono frutto di quello che sappiamo finora. Uno studio retrospettivo cinese su nove donne affette da polmonite da Covid-19 nel corso del terzo trimestre di gravidanza, ha evidenziato la negatività del liquido amniotico, del sangue cordonale e del latte materno, oltre che del tampone di sei neonati. L'eventuale infezione sembra il risultato di una trasmissione dalla madre al neonato per via respiratoria nel post partum. Nel mondo ci sono ancora pochi casi, un paio in cui questa possibilità sembra essersi realizzata. Tuttavia siamo all'inizio dello studio della malattia, ma quali potrebbero essere le cause di questa bassa sintomatologia nei neonati o assenza di sintomatologia? Potrebbe essere legato al fatto che hanno un sistema immunitario, per così dire meno reattivo, per cui ciò che accade nell'adulto in termini di cascata infiammatoria che fa peggiorare nettamente il quadro clinico, nel neonato sembra che possa avvenire in maniera meno rilevante e poi anche per una diversa distribuzione dei recettori a livello delle cellule epiteliali e degli alveoli. All'ospedale Careggi è pronto un percorso dedicato ai neonati che potrebbero nascere da madri con tampone positivo e con la necessità di cure intensive. I posti letto a pressione negativa sono disponibili e al momento vuoti, ma una buona organizzazione sanitaria deve mettere a disposizione dell'utente ciò che richiede ogni possibile emergenza. È un paradosso, ma in questo caso possiamo essere sollevati dalla bassa natalità nel nostro Paese. Al netto della valutazione sul valore dei medici, quello che si è chiesto il professor Dani è che cosa sarebbe accaduto se l'emergenza avesse toccato il mondo del neonato. Non è poi così scontato mettere in produzione centinaia e centinaia di incubatrici ed averle in tempo reale, perché il problema è quello. Anche per noi sarebbe stata una situazione veramente molto, molto complicata, a dir poco tragica.

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