Coronavirus, le morti sospette al Pio Albergo Trivulzio

07 apr 2020

L'infermiera è rientrata per vedere se c'era un cambio di terapia o cose del genere, cercava le lastre e le TAC di questi pazienti, che avevano fatto degli RX torace, per polmoniti e batteri, continuano a dire loro, ma i referti di questi pazienti non c'erano. Radiografie sparite, gel igienizzanti fatti in casa, divieto di utilizzo della mascherina. Sono le accuse che una parte dei dipendenti muove alla direzione del Pio Albergo Trivulzio, storico centro milanese di assistenza per anziani. Mille e 12, fra ospiti e pazienti, circa mille 500 il personale. Sono diversi i morti che contiamo anche oggi, ci dice una fonte che vuole rimanere anonima, e sono più di 30 i decessi avvenuti ad aprile, 70 nel mese di marzo. Sui 29 decessi, 30 stamattina che ci sono stati, indubbiamente adesso vediamo un aumento, una ventina sono ascrivibili per sospetto Covid e circa una decina, otto, nove o dieci a non sospetto Covid. Morti su cui si dovrà fare chiarezza e lo faranno anche gli ispettori inviati dal Ministero. Nadia è un'infermiera, 63 anni, e dal 2006 lavora nella struttura. Quando il dottor Bergamaschini è venuto a dirci: “Mettete le mascherine”, noi le abbiamo messe. Dopo neanche una settimana, sono venute in tour 4 persone di loro, tra caposala, dottoresse e infettivologhe e sono venuti a dirci che le mascherine non le dovevamo assolutamente mettere, perché non c'era niente in giro. Poi, gli abbiamo detto: “I nostri numeri di matricola sono questi, noi le mascherine le mettiamo”. Sulla sospensione del dottor Bergamaschini, che sostiene di essere stato allontanato proprio per aver imposto le mascherine, la direzione non risponde, ma precisa: “Dal 23 febbraio abbiamo isolato i pazienti sospetti ed eravamo consapevoli di avere pochi dispositivi”. D'intesa con il nostro medico competente, l'utilizzo di un dispositivo non adeguato, costituisce un elemento di rischio. Ora, assicura, i dipendenti sono stati dotati di un dispositivo di sicurezza, che qualcosa non abbia funzionato è apparso chiaro, sin da subito, ad alcuni dipendenti. Ci potrebbe essere qualcuno che ci dice: “Ragazzi, volete il tampone? Fate così”. Tremila telefonate, senza ricevere nessuna spiegazione e qui non ti fanno il tampone. Cosa dobbiamo portare a casa?

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