Coronavirus Napoli, controlli carabinieri: state a casa

17 mar 2020

A Napoli, a parte chi per la spesa continua a non rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro, le persone sembrano essere consapevoli del problema coronavirus. Restare in casa è importante per rallentare il numero di contagi e per non sovraccaricare una sanità che esce da 10 anni di commissariamento. L'impennata di casi ha indotto, nei giorni scorsi, il Presidente della Regione De Luca a mettere in quarantena 5 comuni della Campania: Ariano Irpino nell'avellinese, Atena Lucana, Polla, Sala Consilina e Caggiano nel salernitano. Sono poche le persone in giro per il capoluogo campano. Resistono gli irriducibili della cena dagli amici o della panchina, ma in diminuzione. È quello che abbiamo sperimentato documentano una mattinata di controlli dei Carabinieri in una zona di solito sovraffollata del centro storico della città intorno al Museo Nazionale. La percezione che abbiamo è che il senso di responsabile è sempre più diffuso. Alcune persone già hanno capito, altre stanno capendo e quindi limitano i propri spostamenti. Hanno capito l'importanza della situazione e la gravità della situazione, quindi si regola di conseguenza. È consentito spostarsi per andare al lavoro, per andare al supermercato per acquistare generi di necessità, per andare in farmacia oppure per rientrare nel luogo di domicilio o residenza. L’azione repressiva resta, infatti, come spiega il Capitano vengono contestate diverse contravvenzioni, ma le persone che sbagliano, uscendo senza un motivo valido: lavoro, salute, stretta necessità, come la spesa alimentare, sono perlopiù consapevoli che stanno violando la legge. È capitato di persone che stavano tornando da una cena a casa di amici, oppure di persone stavano andando a farsi una passeggiata, perché non usciamo più rimanere in casa. Mai come in questo momento storico, rispettare le regole, equivale a salvare la vita degli altri.

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