Coronavirus, perché non bisogna abbassare la guardia

16 giu 2020

Fortunatamente il numero dei positivi è estremamente ridotto, direi diventato quasi una rarità, soprattutto nelle ultime settimane. Il laboratorio di sorveglianza dei virus respiratori dell'università statale di Milano, è stato uno dei primi autorizzati dall'Istituto Superiore di Sanità ad analizzare i capi di Covid. Qui fin da Gennaio hanno messo a punto i test diagnostici per le analisi di tamponi la situazione attuale dei contagi è tutta in questi grafici. Le curve indicano la presenza di virus nel campione. Prima la curva si alza, più virus c’è; se la curva rimane bassa significa che nell'individuare il virus c'è, ma in misura minore. E adesso i casi sono tutti questi. Questi sono i casi di questa seconda parte, quindi sono poche curve, quindi meno campioni positivi, con anche una comparsa della curva di amplificazione tardiva e quindi con una bassa carica virale. Situazione diversa invece nella fase iniziale in cui ci sono tante curve, quindi tanti campioni positivi, con un segnale che compare presto E quindi anche un’alta carica virale. Avere una carica virale bassa, Non è cosa di poco conto. Chi si infetta, si infetta con una quantità, una carica virale più bassa di conseguenza il sistema immunitario è più capace di rispondere a questa... A questa infezione. Ma questo non significa che oggi il virus sia, in qualche modo, più debole o meno aggressivo. Il miglioramento, ci spiegano, è dovuto esclusivamente all'uso di mascherine, al di stanziamento speciale e all'isolamento dei pazienti infetti. Il rischio di ripiombare nel contagio continua ad essere dietro l'angolo. Al momento non abbiamo ancora le evidenze sufficienti per dire che il virus sia cambiato e che sia meno aggressivo. Il giorno che togliessimo tutto potremmo.. Potremmo ritornare alla situazione critica.

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