Coronavirus, più casi in cina, l'Ue alza livello protezione

21 gen 2020

A Wuhan, 11 milioni di abitanti, in Cina, dove il coronavirus si è manifestato per la prima volta al mercato del pesce, aumentano i casi di contagio da uomo a uomo di questa polmonite virale simile alla SARS. Ed è corsa per accaparrarsi le mascherine, primo livello di prevenzione, che già scarseggiano nella città rurale al centro della Cina orientale. Crescono i casi di contagio, ora diverse centinaia, e le morti riconducibile a questo virus, che prende per ora il nome dalla forma della sua molecola, ma che ancora un nome ufficiale non ha. Virus molto simile alla SARS che tra il 2002 e il 2003 fece 800 morti su 8 mila malati. Un rischio che ha spinto l'Organizzazione Mondiale della Sanità a convocare d'urgenza una riunione per mercoledì. Mentre si registrano nuovi casi in Thailandia, Giappone e Corea del Sud, l'Europa, su disposizione del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie, alza la guardia e definisce moderato il rischio di diffusione del virus nel vecchio continente. Se sino a ieri le probabilità che il virus simile alla SARS arrivasse nell'Unione europea erano considerate basse, gli esperti oggi sono più pessimisti, anche a causa dell'approssimarsi del Capodanno cinese che vede milioni di viaggiatori spostarsi tra il continente europeo, l'Asia e il ritorno. La fonte dell'infezione non è nota e potrebbe essere ancora attiva, pertanto le probabilità di contagio per i viaggiatori in visita a Wuhan, in contatto con individui sintomatici, sono considerate moderate, si legge nella nota dell'Agenzia europea, moderate, di conseguenza, anche le probabilità di importazioni di casi di coronavirus nelle città dell'Unione europea.

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