Coronavirus prima vittima in Veneto, nuovo caso a Cremona

22 feb 2020

La prima vittima italiana del coronavirus è arrivata dopo una giornata di notizie convulse. In poco più di 24 ore sono stati ufficializzati 18 casi di persone infette tra Lombardia e Veneto, l'ultimo nella notte a Cremona. Adriano Trevisan è morto in serata, impresario in pensione, 78 anni, era ricoverato per una forte influenza da una decina di giorni all'ospedale Schiavonia in provincia di Padova, dove risulterebbero anche altri test positivi tra i tamponi già effettuati, ma non ancora confermati. Circa 600 persone saranno sottoposte ad esami nelle prossime ore. Nella stessa struttura è ricoverato l'altro uomo infetto del focolaio veneto di 67 anni. Nessun viaggio in Cina per i due, ma la frequentazione degli stessi bar dove giocavano a carte che ora sono stati chiusi. Nel paesino di Vo' Euganeo, lì l'uomo scomparso viveva, sono state sospese le attività lavorative e ludiche. Le manifestazioni pubbliche e le scuole sono state chiuse. Il governatore Zaia ha riunito l'unità di crisi, nuove misure per circoscrivere l'epidemia saranno adottate, così come in Lombardia dove il virus ha fatto irruzione con 15 casi nella provincia di Lodi e l'ultimo paziente confermato dall'ospedale di Cremona, dove è ricoverato da alcuni giorni. Dieci comuni del Lodigiano sono isolati, le strade deserte, scuole, uffici e attività sono bloccati. Cinquantamila persone sono costrette in casa. Qui la quarantena è scattata per chiunque abbia avuto contatti con i casi certificati. Almeno 250 persone che saranno sottoposte a tampone. Il Premier Conte, dopo una riunione d'urgenza nella notte con il capo della protezione civile Borrelli e i ministri di Maio e Speranza, ha rassicurato il Paese. C'è semplicemente da mantenere un costante monitoraggio, una costante disponibilità, nel caso, a rivedere queste misure per incrementarne ancora di più l'efficacia È quello che stiamo facendo. Borrelli ha spiegato che sono già state individuate due strutture dell'Esercito e dell'Areonautica, a Milano e Piacenza, in grado di ospitare almeno 200 persone quarantena. Era una paura lontana arrivata a Roma dalla Cina con tre casi isolati. In un attimo il coronavirus si è manifestato come focolaio autoctono, come una preoccupante realtà.

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