Coronavirus, quali sono le attività strategiche aperte

23 mar 2020

Dopo la giornata di lavoro, arriva in serata la firma del decreto che stabilisce quali sono le attività strategiche che possono rimanere aperte e quali no, secondo l'ultimo decreto governativo. Le disposizioni partiranno dal 23 marzo e saranno valide fino al 3 aprile. Un elenco di 80 voci che riguarda le attività che continueranno ad andare avanti anche dopo la nuova stretta. Consentite le attività legate alle famiglie, dalle collaboratrici domestiche: badanti e conviventi, ai il portiere dei condomini. Resta in funzione l'intera filiera alimentare, quella dei dispositivi medico-sanitarie e della farmaceutica e, tra i servizi, quelli di informazione e call-center. Consentite l'attività degli impianti a ciclo produttivo continuo dell'industria aerospaziale e della difesa e quelle di rilevanza strategica nazionale. Ecco, a grandi linee le attività che non si fermeranno, oltre a quelle già previste come supermercati, alimentari, edicole, farmacie e parafarmacie, tabaccai. Forte riduzione delle attività legate alla pubblica amministrazione, mantenuto il trasporto ferroviario, marittimo e aereo, i taxi, gli Ncc, gli autotrasportatori. Attiva anche la gestione fognaria e quella della raccolta di rifiuti, oltre alle attività bancarie, postali, assicurative e finanziarie. Restano attive l'industria agroalimentare zootecnica, l'industria tessile, legata strettamente agli indumenti di lavoro, interrotto, quindi l'abbigliamento. Le produzioni di gomma, materie plastiche, prodotti chimici, non saranno interrotte, come la fabbricazione di forniture mediche e dentistiche.

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