Coronavirus, Rezza spiega la strategia dell'Iss

03 apr 2020

Abbiamo visto modelli un po' di tutti i tipi, modelli con curve esponenziali che andavano a finire in cielo, altri che ci dicono, magari: zero casi tra un mese. Dobbiamo essere molto cauti sui modelli. La cosa migliore è vedere anche riscontro nella pratica. Da tempo diciamo che abbiamo dei segnali cautamente positivi, questi segnali ci dicono che la trasmissione sta diminuendo nelle aree più colpite a livello nazionale e, di fatto, la curva dei casi, come vedete, adesso, sta, in qualche modo, appiattendosi o, forse, probabilmente, questo è anche il preludio iniziale e graduale diminuzione nel numero di nuovi casi. Naturalmente, bisogna essere molto cauti su questo perché, come sempre, sapete che quando un virus di questo tipo circola non ci mette niente, appena si allentano le misure, a riprendere la circolazione in maniera molto attiva. In conclusione diciamo che se avessimo fatto scorrazzare il virus liberamente, come diceva Wallace, creiamo l'immunità di gregge per via naturale, nel giro di 6 mesi avremmo, probabilmente, esaurito l'epidemia, lasciando però sul tracciato morti e feriti, questo è chiaro, raggiungere i dati in quella maniera non è il modo migliore, avremmo avuto un picco in cui: gli ospedali sarebbero stati sopraffatti, le terapie intensive non avrebbero saputo a chi dare i resti, quello che stiamo facendo, invece, è appiattire la curva, sostanzialmente, dilazionare il numero dei casi nel tempo, se non contenerli del tutto, perché è molto difficile contenerli del tutto, come sapete, però cercare di tenere bassa l'intensità di circolazione del virus. I dati italiani sembrano confermare il fatto che queste misure iniziali di contenimento, distanziamento sociale, molto dure e molto coraggiose, però, stanno dando i loro effetti. Chiaramente, prima o poi, ci sarà, probabilmente, un riavvio, magari graduale, magari parziale, delle attività produttive, questo lo deciderà il CTS, i Consigli, il Governo, chiaramente la politica dovrà decidere, sentiti i tecnici in autonomia. Naturalmente, quello che ci sentiamo di dire è che bisognerà rafforzare molto il controllo sul territorio, quindi: identificazione precoce dei casi, isolamento dei casi, contact tracing, quindi rintracciare i contatti ed essere molto più attivi e proattivi, sostanzialmente, nelle misure di controllo a livello locale, sviluppare anche delle strategie per diminuire e minimizzare la trasmissione, laddove, anche quando c'è distanziamento sociale, può continuare, come per esempio, all'interno dei nuclei familiari e soprattutto tra gli operatori sanitari. Questo è un tema particolarmente importante perché, purtroppo, per una serie di motivi, gli ospedali prima, adesso delle RSA (Residenze Assistenziali), hanno fatto un po' da amplificatore dell'epidemia, perché se un operatore sanitario si ammala rischia anche il paziente, rischia anche la famiglia e siccome non sempre abitano nello stesso Comune, gli operatori sanitari, dopo, si possono trasferire e trasferire con loro l'infezione nei Comuni vicini, quindi, chiaramente, se ci sarà una fase 2 dovrà essere graduale e dovrà tener conto di interventi molto mirati e molto proattivi per minimizzare il rischio, per minimizzare la circolazione virale.

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