Coronavirus, riaprono le frontiere interne, basta distanze

15 giu 2020

“Questo cos'è, il test sierologico?”. “Sì. New York. C'è mio fratello”. “Lo stesso viaggio l'ho fatto a settembre e la differenza la sento”. “Un po' di preoccupazione c'è, un po' di paura”. Test sierologici alla mano, mascherine e distanze sociali, i passeggeri si mettono in fila così ai check-in. In mezzo a loro l'occhio virtuale dello smart helmet che controlla le temperature. Sette voli ogni sessanta minuti nelle ore di punta, uno negli orari di minor flusso. Sette destinazioni in Germania, tre in Svizzera, tre in Gran Bretagna. Dodici i paesi europei collegati, per un totale di 100 voli al giorno, il che significa 10 mila passeggeri, il triplo di quelli dei tempi dello lockdown. Da oggi viene rimosso l'obbligo del distanziamento sociale a bordo a patto che le compagnie aeree abbiano tre requisiti: il primo, il ricambio dell'aria in cabina ogni tre minuti; il secondo, il fatto che la circolazione avvenga in maniera verticale, dall'alto verso il basso; e poi i filtri HEPA, che sono in grado di catturare il 99,9% dei virus. “Il fatto che sei in aereo, in contatto con la gente in un posto chiuso, fa un po' di paura, però bisogna riprendere la vita ad un certo punto”. “Un orizzonte ravvicinato a fine mese anche di ritorno alla normalità nei flussi extraeuropei. Ci aspettiamo poi per luglio una situazione più ordinaria, ma sarà un ordinario comunque diverso da quello che caratterizzava il periodo pre-pandemico. L'Eurocontrol, l'ente europeo che mette assieme le società che controllano lo spazio aereo e che gestiscono lo spazio aereo, prevede per inizio luglio il ritorno di un 30% dei voli rispetto alla situazione precedente e un ritorno di un massimo del 50% di voli rispetto al 2019 nell'arco dell'estate”. I passeggeri in partenza da Fiumicino potranno portare con sé un solo bagaglio a mano, tutte le altre valigie andranno in stiva.

pubblicità
pubblicità