Coronavirus, seconda dominicana positiva a Ischia

23 lug 2020

L'ultimo paziente isolano ricoverato per Covid è uscito dall'ospedale Rizzoli di Ischia lo scorso 1° giugno. Per più di un mese l'isola è stata “Covid free” fino al 17 luglio. Quel giorno nel pronto soccorso si è presentata una donna dominicana, rientrata da Livigno. Il figlio e la nuora hanno tappone positivo. La donna ha attraversato l'Italia e non ha allertato la ASL. Solo quando la febbre è salita ha raggiunto il pronto soccorso. “Come in tutti i casi è stata sottoposta al pre-triage che l'ha individuata come paziente potenzialmente a rischio, quindi è stata introdotta in tenda, isolata dagli altri che facevano l'accettazione al pronto soccorso, regolari, pazienti, per così dire, indenni. Qui è stata sottoposta a una serie di indagini nonché al tampone, che ha dato esito positivo, alla Tac, alla visita medica. Individuato, quindi, il caso come accertato Covid, è stato isolato in una stanza nel mentre si organizzava il trasferimento con barella ad alto biocontenimento presso un Covid Hospital di terraferma”. Di storie così ne possono accadere tante nel corso dei prossimi mesi. Tracciare tutti i contatti non è facile. Uno sforzo enorme per le autorità sanitarie, che sono riuscite a scovare un secondo caso totalmente asintomatico. “Abbiamo individuato, attraverso questa grande, attenta e scrupolosa indagine, anche i contatti, che potevano essere in qualche modo trascurati, invece ci hanno permesso di mettere in evidenza un'altra positività. Molto spesso troviamo delle reticenze a dare informazioni. Queste reticenze noi non le capiamo perché è proprio dall'informazione che potremmo e possiamo arginare gli eventuali contagi”. Un focolaio qui rischia di compromettere definitivamente la stagione turistica, iniziata in netto ritardo e senza stranieri. Le sanificazioni continue negli stabilimenti balneari, le distanze, l'uso corretto delle mascherine e i controlli nei ristoranti rischiano di servire a poco senza il senso di responsabilità. “Il protocollo mette in atto una macchina per fare in modo che la sicurezza sia almeno in parte percepita dalla persona. Per fare un piccolo esempio, se si rileva in un albergo un controllo, per esempio, della temperatura, un rialzo febbrile, immediatamente allertano la ASL, l'ASL arriva nel giro di un'ora e in tre ore noi sappiamo se la persona è positiva o negativa. Se la persona è positiva scattano chiaramente dei controlli, un isolamento della stanza dove ha pernottato la persona e se con lui ci sono contatti stretti, in questo caso si riunisce di nuovo il tavolo istituzionale per andare a determinare o il rientro nella residenza, chiaramente un rientro protetto, o delle soluzioni alternative che comunque possono e devono mettere in sicurezza tutta l'isola e tutte le altre persone frequentatori della stessa”. Tre ragazzi romani sono risultati positivi dopo una vacanza a Capri. Erano in una comitiva di otto. Ora toccherà tracciare tutti gli spostamenti e le persone che hanno incontrato.

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